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«Voleva uccidermi ai piedi del Morrone». 55enne passa ai domiciliari ma va a processo

· di Andrea
«Voleva uccidermi ai piedi del Morrone». 55enne passa ai domiciliari ma va a processo
Le accuse sono sufficientemente solide per sostenere il processo. Il gip del Tribunale di Pescara, Maria Carla Sacco, ha disposto il giudizio immediato nei confronti del 55enne di Sulmona accusato di maltrattamenti in famiglia e tentata estorsione ai danni della compagna, una donna di 37 anni. Il provvedimento arriva al termine delle indagini della Procura di Pescara e apre la strada al dibattimento, fissato per il prossimo dicembre. Contestualmente, però, il giudice ha ritenuto attenuate le esigenze cautelari e ha accolto l’istanza presentata dall’avvocata Monica Fragassi, sostituendo la custodia in carcere con gli arresti domiciliari. Il 55enne, quindi, lascia il carcere di Pescara e attenderà il processo nella propria abitazione, con le prescrizioni previste dalla nuova misura. La vicenda al centro dell’inchiesta è particolarmente delicata e, secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbe caratterizzata da una lunga sequenza di violenze e minacce. Il fatto più grave risale allo scorso maggio, quando, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe aggredito la compagna e l’avrebbe costretta a salire sulla propria automobile. La vettura si sarebbe poi diretta verso una zona isolata ai piedi del monte Morrone. È proprio la destinazione del viaggio ad aver fatto scattare l’allarme degli investigatori: la donna avrebbe raccontato di aver avuto paura che il compagno volesse ucciderla e di essere stata portata verso una zona appartata con questo preciso intento. A interrompere quella che la Procura considera una possibile escalation sarebbe stato l’intervento di alcuni carabinieri fuori servizio. I militari, secondo la ricostruzione emersa dalle indagini, avrebbero notato la situazione e fermato la vettura. La donna sarebbe stata trovata con evidenti lesioni al volto e successivamente accompagnata in ospedale per ricevere le cure necessarie. È da quel momento che gli investigatori avrebbero iniziato a ricostruire non soltanto quanto accaduto quel giorno, ma anche una serie di precedenti episodi che avrebbero caratterizzato il rapporto tra i due. Il racconto della donna avrebbe assunto un peso rilevante nell’inchiesta. Secondo quanto riportato negli atti, la 37enne avrebbe manifestato il timore che l’uomo potesse realmente farle del male e avrebbe riferito agli investigatori le circostanze della presunta aggressione e del viaggio in automobile verso il Morrone. Gli accertamenti avrebbero quindi consentito alla Procura di ricostruire un quadro più ampio rispetto al singolo episodio, nel quale vengono contestati al 55enne comportamenti violenti e vessatori nei confronti della compagna. La storia, secondo l’accusa, non si sarebbe fermata all’episodio di maggio. Dopo i fatti avvenuti a Sulmona, la coppia si sarebbe trasferita in un centro della provincia di Pescara. Ed è proprio nel Pescarese che, nel luglio scorso, si sarebbe verificato un nuovo episodio di violenza. L’uomo, secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe aggredito la compagna all’interno della camera da letto e, nella stessa circostanza, avrebbe preteso dalla donna la restituzione di una somma di denaro. Da questo episodio nasce anche la contestazione della tentata estorsione, che si aggiunge a quella di maltrattamenti in famiglia. Dopo la nuova aggressione è scattato l’arresto. Il 55enne era stato trasferito nel carcere di Pescara, dove è rimasto fino alla decisione del gip sulla nuova misura cautelare. Nel frattempo, le indagini hanno consentito agli inquirenti di mettere in relazione il fatto di luglio con quello avvenuto alcuni mesi prima a Sulmona, ricostruendo secondo l’ipotesi accusatoria una vicenda più ampia e articolata. Sul procedimento pesa inoltre un precedente giudiziario che riguarda la stessa coppia. Nel 2024 il 55enne era stato condannato a quattro anni di reclusione per violenze e maltrattamenti nei confronti della donna. In quella precedente vicenda gli era stato contestato anche di averla costretta con la forza ad acquistare sostanze stupefacenti. Il gip Maria Carla Sacco ha ritenuto sussistenti i presupposti per il giudizio immediato, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura di Pescara.
La scelta del rito significa che il procedimento approderà direttamente alla fase del processo, senza passare dall’udienza preliminare.

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