Salta al contenuto

Violentata in albergo dal capo: annullata la condanna a 4 anni. Processo da rifare per 33enne

· di Andrea
Violentata in albergo dal capo: annullata la condanna a 4 anni. Processo da rifare per 33enne
È da rifare il processo a carico di un capo animatore turistico accusato di aver violentato la sua sottoposto in albergo. Lo ha deciso la Corte di Cassazione che ha rinviato gli atti alla Corte d'Appello di Perugia per esprimersi sul caso, annullando la condanna a quattro anni di reclusione inflitta inflitta dalla Corte d'Appello dell'Aquila. I giudici capitolini hanno sollevato un vizio processuale, ossia la necessità di risentire tutti i testimoni e non solo la vittima come aveva fatto la Corte d'Appello dell'Aquila. Il processo quindi dovrà ripartire da capo, a Perugia, il 18 settembre. I fatti si svolsero nell’agosto del 2019, quando un 33enne siciliano, capo animatore in un albergo di Pescasseroli, abusò, secondo l’accusa, di una sua sottoposto al tempo appena ventenne. Una violenza che sarebbe stata consumata nella stanza d’albergo riservata al personale al termine di una giornata di lavoro e di una serie di avance che il giovane faceva da giorni alla presunta vittima. Dopo l’ennesimo rifiuto a consumare un rapporto sessuale, secondo l’accusa, il 33enne avrebbe immobilizzato la ragazza, costringendola a subire atti sessuali. La ragazza si era recata al pronto soccorso di Avezzano dove erano state evidenziate le lacerazioni della presunta violenza. In primo grado, tuttavia, il racconto della ragazza era apparso al collegio del tribunale di Sulmona contraddittorio e la stessa non ritenuta attendibile, soprattutto alla luce del fatto che la violenza, che sarebbe durata quattro ore, non aveva richiamato l’attenzione di nessuno. Di qui l’assoluzione che venne però impugnata dalla procura di Sulmona. La vittima, rappresentata dall’avvocato, Alessandro Scelli, era comparsa di nuovo davanti ai giudici di secondo grado, ripercorrendo quelle terribili ore passate a Pescasseroli su quello che doveva essere il suo posto di lavoro.
La Corte d’Appello, a febbraio 2025, aveva così condannato l’imputato a quattro anni di reclusione. Ma la condanna è stata annullata in Cassazione. Tutto da rifare

Commenti

Ancora nessun commento. Scrivi il primo!

Lascia un commento

Nessuna registrazione richiesta. L'email non viene pubblicata.