Villa Comunale, tra siringhe e degrado si attende il secondo lotto. Il Comune chiama la Fondazione
· di Andrea

Panchine divelte, aiuole calpestate e siringhe abbandonate nelle zone più buie. La Villa Comunale di Sulmona resta alle prese con degrado, incuria e atti di vandalismo, mentre si attende la ripresa dei lavori per il completamento della riqualificazione.
A pochi mesi dall’avvio della seconda tranche dell’intervento, quello che dovrebbe essere uno dei principali biglietti da visita della città, soprattutto per chi raggiunge il centro storico, continua a presentare diverse criticità. Un quadro che alimenta le preoccupazioni dei cittadini e riaccende il dibattito non soltanto sulla riqualificazione dell’area, ma anche sulla sua futura gestione.
Sul destino della Villa torna a concentrarsi l’attenzione dell’amministrazione comunale. Il vice sindaco Mauro Tirabassi ha convocato nei prossimi giorni un incontro con la Fondazione Carispaq per fare il punto sulle risorse necessarie a completare l’intervento e verificare l’entità delle somme aggiuntive richieste.
L’obiettivo dell’amministrazione è arrivare alla riapertura del cantiere entro la fine dell’anno.
«Dobbiamo ottenere delle risposte precise. Per questo ho chiamato la Fondazione, perché i lavori vanno ripresi», spiega Tirabassi.
Il secondo lotto cambia impostazione
Il secondo lotto dei lavori, dopo il via libera della Soprintendenza, prevede alcune modifiche rispetto al progetto iniziale. Al centro dell’intervento ci sarà il restyling del viale interno, con la realizzazione di una nuova pavimentazione drenante.
Viene quindi ridimensionata l’ipotesi iniziale che prevedeva principalmente interventi sulle alberature, attraverso potature, e una revisione delle aiuole.
Una modifica che arriva dopo le polemiche che avevano accompagnato le prime operazioni all’interno della Villa. Gli ambientalisti avevano contestato le modalità con cui erano stati effettuati gli interventi, arrivando a chiamare i carabinieri e determinando lo stop dei lavori.
Sulla vicenda era stata aperta anche un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica, con la notifica di alcuni avvisi di garanzia. Il procedimento si è successivamente concluso senza alcun sequestro dell’area.
Era il 6 marzo 2024 quando il cantiere venne fermato. Da allora i lavori sono rimasti sospesi.
Un investimento da 370 mila euro
La riqualificazione della Villa Comunale rappresenta un’opera pubblica finanziata da un soggetto privato. La Fondazione Carispaq ha infatti stanziato complessivamente 370 mila euro per l’intervento.
Il primo lotto ha interessato la parte centrale della Villa e ha consentito di realizzare una prima parte delle opere previste. Ma, anche dopo la conclusione dei lavori, l'area non è rimasta immune da episodi di vandalismo e incuria.
Panchine danneggiate, aiuole calpestate e rifiuti sono solo alcuni dei problemi segnalati. A questi si aggiunge il rinvenimento di diverse siringhe abbandonate, soprattutto nelle zone meno illuminate dei giardini, una situazione che ha suscitato preoccupazione tra i frequentatori, in particolare tra le famiglie con bambini.
Il nodo della sicurezza
Il completamento dei lavori, dunque, rappresenta soltanto una parte della sfida. Il vero interrogativo riguarda ciò che accadrà dopo la conclusione del cantiere.
Una Villa Comunale riqualificata rischierebbe infatti di tornare rapidamente al degrado se non accompagnata da una gestione adeguata, da una manutenzione costante e da un sistema efficace di controllo.
Per questo, accanto alla ripresa delle opere, si pone il tema della custodia e della vigilanza dell’area, soprattutto nelle ore serali e nelle zone maggiormente esposte a episodi di vandalismo.
Il rilancio della Villa Comunale passa quindi attraverso due obiettivi strettamente collegati: completare la riqualificazione e garantire che gli interventi realizzati possano essere preservati nel tempo.
La sfida, per Sulmona, è restituire alla città uno spazio verde centrale, decoroso e sicuro, capace di tornare a essere un punto di riferimento per residenti e visitatori.
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