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Vicoli allo sbando, la petizione fa centro. In 170 chiedono più presidi e controlli

· di Andrea
Vicoli allo sbando, la petizione fa centro. In 170 chiedono più presidi e controlli
# Centro storico, depositata la petizione: 170 firme per più controlli e presidi stabili Sarà depositata questa mattina la petizione promossa dai residenti del centro storico per chiedere maggiore sicurezza e controlli nei vicoli della città ovidiana. Sono 170 le firme raccolte dai cittadini, che hanno deciso di mettere nero su bianco il disagio maturato nelle ultime settimane e di sottoporre le proprie richieste alle istituzioni e alle forze dell’ordine. La raccolta era partita in via Japasseri, traversa di piazza Santa Monica, dopo una serie di episodi denunciati dai residenti durante le notti del fine settimana. L’iniziativa, promossa dalla portavoce Stefania Pacella, puntava inizialmente a raggiungere quota 200 adesioni. I moduli sono stati fatti circolare porta a porta, senza l’allestimento di banchetti, contando sulla collaborazione degli abitanti del quartiere. Al centro della petizione ci sono la richiesta di maggiori controlli nei vicoli del centro storico, l’identificazione dei responsabili degli episodi di danneggiamento e la valutazione di eventuali azioni per il risarcimento dei danni subiti dai residenti. Con l’evolversi della situazione, tuttavia, le richieste si sono ampliate. I cittadini chiedono anche presidi stabili, soprattutto nelle zone maggiormente interessate dalla movida e dagli episodi di degrado. Una richiesta che assume un peso particolare alla luce dei recenti sequestri di sostanze riconducibili al fenomeno delle nuove droghe. Gli interventi hanno riacceso l’attenzione sul tema della sicurezza e sulla necessità, secondo i residenti, di una presenza costante sul territorio, non limitata ai controlli occasionali del fine settimana. La vicenda era esplosa dopo diverse notti segnate da atti vandalici. Tra gli episodi denunciati figurano lo specchietto di un’automobile scardinato, una cassetta della posta gettata a terra, gli intonaci di alcuni palazzi storici danneggiati e i mastelli della raccolta differenziata presi a calci. I residenti avevano indicato in particolare gruppi di giovanissimi, alcuni dei quali adolescenti, come protagonisti delle scorribande. In una delle serate più movimentate erano intervenuti per due volte anche i carabinieri, con l’obiettivo di riportare la situazione alla calma. Per chi vive nel centro storico, però, gli interventi occasionali non sono più sufficienti. La richiesta è quella di un controllo continuativo del territorio, capace di prevenire gli episodi e di evitare che i vicoli più appartati diventino aree difficili da presidiare. Il malcontento dei residenti, comunque, non nasce con gli ultimi fatti. Nei mesi scorsi il tema della gestione della movida era già stato affrontato dal comitato dei residenti, successivamente confluito nell’associazione Dialoghi in Corso, presieduta dall’ex preside Massimo Di Paolo. L’organizzazione aveva raccolto oltre 250 adesioni. L’associazione aveva elaborato anche una carta etica per una movida più sostenibile, con indicazioni rivolte a residenti, esercenti, frequentatori del centro e amministrazione comunale.
Tra le proposte figuravano un maggiore impegno contro il degrado urbano e disposizioni specifiche per le attività e per il cosiddetto popolo della notte, dalla gestione degli orari della musica all’utilizzo dei contenitori in vetro.

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