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Usura, archiviato dopo otto anni il procedimento contro l’ex preside e la broker

· di Andrea
Usura, archiviato dopo otto anni il procedimento contro l’ex preside e la broker
Dopo otto anni di indagini si chiude con un’archiviazione il procedimento penale a carico di Elvira Tonti, ex dirigente della scuola primaria Di Stefano, e Katia Valeri, broker finanziaria. Le due donne erano state arrestate nel 2019 con l’accusa di usura, contestazione che hanno sempre respinto. Il decreto di archiviazione è stato firmato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Emanuele Lucchini, che ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica. Nel provvedimento, il giudice richiama le criticità emerse durante le indagini preliminari, soffermandosi in particolare sull’attendibilità delle dichiarazioni raccolte e sull’assenza di riscontri sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio. «Le dichiarazioni rese dalla p.o., seppur dotate di intrinseca attendibilità, non sono state suffragate da riscontri estrinseci», si legge nel decreto. Il Gip evidenzia inoltre che le dichiarazioni rese dai figli della persona offesa sarebbero risultate generiche e basate sul racconto della madre. A rendere ulteriormente incerto il quadro probatorio, secondo il giudice, vi sarebbero anche «la diversa grafia dei documenti forniti dalla p.o.» e la circostanza che la stessa abbia dichiarato di aver ricevuto aiuti finanziari anche da altre persone. «Gli elementi acquisiti nelle indagini preliminari non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna".
La vicenda giudiziaria era nata da un’indagine avviata dopo una violenta aggressione avvenuta nel settembre 2018 in un autolavaggio di Sulmona. Una donna rumena era stata colpita con una chiave inglese da una donna di etnia rom, riportando ferite gravi. In un primo momento, gli investigatori avevano ipotizzato anche il tentato omicidio. Nel corso degli accertamenti, la donna aveva riferito di essere vittima di un presunto giro di usura, indicando tra le persone coinvolte anche Tonti e Valeri. Secondo l’ipotesi accusatoria, le due avrebbero applicato interessi del 240 per cento su un prestito di 2mila euro, con la richiesta complessiva di restituirne 6mila. Le accuse erano state sempre respinte dalle indagate, assistite dall’avvocato Alessandro Margiotta. La loro versione era che il denaro fosse stato prestato senza pretendere interessi. Con la conclusione dell’inchiesta, le due donne si preparano a valutare eventuali richieste di risarcimento. Nel filone d'indagine legato all'autolavaggio sono coinvolte altre sei persone che sono finite sotto processo. Il gip Lucchini ha archiviato anche un altro procedimento a carico delle due donne poiché, a suo dire, non si sarebbero ragionevoli previsioni di condanna

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