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Ubriaco alla guida uccise padre e figlio. Condannato al maxi risarcimento

· di Andrea
Ubriaco alla guida uccise padre e figlio. Condannato al maxi risarcimento
Avevano 88 e 49 anni, A.S. e F.S, erano padre e figlio e viaggiavano a bordo di una Fiat Punto quando furono travolti da una Jeep Cherokee. Per la loro morte, il Tribunale civile di Sulmona ha riconosciuto la responsabilità esclusiva del conducente della jeep, S.C condannandolo, insieme alla compagnia assicuratrice, a risarcire i familiari con una somma complessiva di 300 mila euro. La tragedia si era consumata sul chilometro 107 della Statale 17. Secondo quanto ricostruito dagli accertamenti tecnici della Polizia stradale di Castel di Sangro, il 54enne di Pettorano sul Gizio procedeva a una velocità doppia rispetto al limite consentito ed era alla guida in stato di ebbrezza, con un tasso alcolemico di 2,8 grammi per litro: un valore circa cinque volte superiore al limite previsto dalla legge. La Jeep avrebbe invaso la corsia opposta senza che il conducente effettuasse manovre di emergenza efficaci per evitare l’impatto. Lo scontro con la Punto, che procedeva regolarmente nella propria corsia, fu violentissimo e non lasciò scampo al conducente e al passeggero, padre e figlio originari di Pescocostanzo.
Gli elementi raccolti durante le indagini hanno escluso qualsiasi responsabilità a carico dell’automobilista della Punto, individuando nel conducente della Jeep l’unico responsabile dell’incidente. I familiari delle vittime si erano quindi rivolti al giudice per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla perdita dei loro congiunti. Il tribunale civile di Sulmona ha accolto le loro richieste, disponendo il pagamento di 300 mila euro. La somma riconosciuta tiene conto del "dolore provocato dalla doppia perdita, delle conseguenze affettive e, nei limiti accertati, dei danni economici legati alla scomparsa dei due uomini" Il 54enne aveva pattegiato la pena di quattro anni e sette mesi di reclusione nel 2023 davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Sulmona. Nel 2024 il magistrato di sorveglianza gli aveva concesso l'affidamento in prova per scontare la pena residua di tre anni e undici mesi. Subito dopo l'incidente era stato infatti arrestato per omicidio stradale e posto ai domiciliari

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