Truffa della finta rapina, sette anziani nel mirino
· di Andrea

Sette tentativi di truffa in poche ore sul territorio comunale di Sulmona. La città resta nel mirino dei malviventi, in particolare dei finti marescialli che stanno portando avanti la truffa della finta rapina già sperimenta con successo in diversi centri limitrofi tra cui Campo di Giove dove nei giorni scorsi era stata raggirata una donna. Così nei giorni scorsi, dopo aver ripreso vigore, i truffatori hanno contattato sette utenze telefoniche in diverse zone della città di Sulmona. Da via Pola a via San Polo passando per il viale delle Metamorfosi. La tecnica utilizzata è stata questa: un finto maresciallo dei carabinieri ha telefonato a sette cittadini, riferendo di una rapina avvenuta in una gioielleria della costa abruzzese con l’auto della persona contattata. Ma le vittime non si sono fatte ingannare perché si sono rivolte ad alcuni familiari che le hanno detto che si tratta di un raggiro eseguito con un copione ben collaudato. Due dei sette anziani erano stati perfino invitati a scendere sotto casa per "controllare lo stato del veicolo e in particolare la targa". I sette fortunatamente non si sono fidati e hanno preferito contattare il numero unico di emergenza del 112 o quello interno della caserma dei carabinieri, scoprendo che si è trattato di un tentativo di raggiro.
L'attenzione resta alta sul territorio tenendo conto che i malviventi sono andati a segno l'ultima volta la scorsa settimana. Spacciandosi per militari dell’Arma, avevano telefonato a una 69enne sostenendo che la targa della sua automobile fosse stata clonata e utilizzata per mettere a segno una rapina. Un racconto del tutto inventato, costruito per creare allarme e convincere la vittima a collaborare.
Pochi minuti dopo la telefonata, alla porta della 69enne si era presentato un uomo che si era qualificato come carabiniere. Con il pretesto di dover verificare la provenienza dei preziosi, aveva chiesto alla donna di consegnargli tutti i gioielli custoditi in casa, spiegando che sarebbero stati confrontati con quelli presumibilmente rubati durante la presunta rapina.
Fidandosi delle rassicurazioni del falso militare, la donna aveva consegnato i monili. Ottenuto il bottino, il truffatore si era allontanato facendo perdere le proprie tracce insieme ai complici. Un bottino da migliaia di euro. Sulla vicenda indagano i carabinieri. Quelli veri
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