Troppi curiosi. Il cervo carica i turisti a Scanno
· di Andrea

Momenti di tensione a Scanno dove un cervo selvatico si è trovato circondato da persone che si erano avvicinate molto all’animale per osservarlo e probabilmente riprenderlo con i propri telefoni. L'animale appare visibilmente a disagio per la presenza ravvicinata dei curiosi. La situazione diventa improvvisamente pericolosa quando il cervo prende una breve rincorsa e carica nella direzione di un uomo e di un bambino.
L’uomo finisce a terra rotolando. Il bambino, invece, riesce a scansarsi appena in tempo. Sono pochi istanti, ma sufficienti a mostrare quanto possa essere rischioso avvicinarsi a un animale selvatico, anche quando quest’ultimo sembra tranquillo o abituato alla presenza umana.
Per fortuna, in questo caso, le conseguenze non sembrano essere state gravi. Resta però il pericolo concreto: un cervo, come qualsiasi animale selvatico, se si sente minacciato o senza vie di fuga, può reagire improvvisamente e con grande forza.
L’episodio ripropone dunque una raccomandazione fondamentale per chi frequenta aree, che sono tante in Abruzzo, dove è possibile incontrare animali selvatici: non avvicinarsi, non circondarli e non cercare di toccarli o fotografarli da pochi metri. La fauna selvatica va osservata da lontano, lasciandole sempre uno spazio sufficiente per allontanarsi. Avvicinarsi troppo non significa soltanto mettere a rischio le persone, ma anche sottoporre l’animale a stress e comportamenti che possono diventare imprevedibili.
Il cervo non è un animale domestico e la sua apparente tranquillità non deve essere interpretata come un invito ad avvicinarsi.
Incontri come questo dovrebbero ricordarci che, quando ci troviamo davanti alla fauna selvatica, la scelta più sicura e rispettosa è mantenere le distanze e lasciarla libera di muoversi.
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