Tribunali alla "clemenza" della Corte. Il tempo stringe
· di Andrea

Tribunale di Sulmona, il tempo stringe: a rischio la chiusura dal 2027. «Serve una soluzione immediata»
Il futuro del presidio giudiziario peligno torna al centro del confronto politico. Il disegno di legge per il ripristino delle sedi abruzzesi è ancora in Commissione alla Camera, mentre il Coordinamento chiede di accelerare e valutare una norma nel decreto Giustizia.
SULMONA, 13 ottobre 2026 – Il futuro del Tribunale di Sulmona entra in una fase decisiva. A meno di tre mesi dalla scadenza dell’ultima proroga, fissata al 31 dicembre 2026, la salvaguardia definitiva del presidio giudiziario peligno non è ancora stata approvata. Senza un nuovo intervento normativo, dal 1° gennaio 2027 potrebbe scattare la chiusura della sede, con il conseguente accorpamento al Tribunale dell’Aquila.
La questione riguarda anche i tribunali di Avezzano, Lanciano e Vasto, da anni impegnati in una battaglia comune per mantenere sul territorio servizi giudiziari considerati essenziali per cittadini, professionisti e imprese.
Il disegno di legge è ancora fermo in Commissione
Il principale strumento legislativo per scongiurare la chiusura è il disegno di legge governativo A.C. 2646, presentato il 3 ottobre 2025 e promosso dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, di concerto con i ministri competenti per la Pubblica amministrazione e l’Economia.
Il provvedimento punta a intervenire sulla geografia giudiziaria e a ripristinare gli uffici giudiziari abruzzesi interessati dalla riforma del 2012. Tuttavia, secondo la scheda ufficiale della Camera aggiornata all’8 ottobre 2026, l’iter è ancora in corso di esame in Commissione.
A complicare il percorso sono i tempi parlamentari e il confronto sull’eventuale ripristino di altri tribunali soppressi, tra cui quello di Bassano del Grappa. Una questione che rischia di rallentare una decisione diventata urgente per le quattro sedi abruzzesi.
La richiesta: intervenire subito con il decreto Giustizia
Negli ultimi giorni si è intensificata la mobilitazione del Coordinamento per la salvaguardia dei tribunali sub-provinciali abruzzesi. Nella riunione del 2 ottobre, i rappresentanti istituzionali e degli ordini forensi hanno ribadito la necessità di accelerare l’esame del disegno di legge, senza escludere una soluzione alternativa.
La proposta è di inserire una specifica norma di salvaguardia nel decreto-legge n. 168 del 29 settembre 2026, durante il suo iter di conversione parlamentare. L’obiettivo è evitare che le lungaggini dell’iter ordinario facciano scadere la proroga senza una garanzia concreta per il futuro dei tribunali.
Il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, che è anche presidente dell’Ordine degli avvocati cittadino, partecipa al confronto insieme agli altri amministratori e rappresentanti dell’avvocatura abruzzese.
La richiesta del Coordinamento è chiara: mantenere aperti entrambi i percorsi legislativi, puntando all’approvazione del disegno di legge ma utilizzando, se necessario, un provvedimento più rapido.
Il nodo del personale e il rischio per i servizi
Oltre alla prospettiva della chiusura, resta aperta la questione delle risorse umane. Il Coordinamento ha segnalato l’assenza di piante organiche definite per il personale amministrativo dei quattro uffici giudiziari.
Una situazione che alimenta le preoccupazioni sulla continuità e sull’efficienza dei servizi, soprattutto in un territorio nel quale il tribunale rappresenta un riferimento per un’area vasta e articolata.
L’eventuale accorpamento all’Aquila comporterebbe inoltre maggiori spostamenti per cittadini, avvocati e operatori della giustizia. Un disagio che potrebbe pesare in particolare sulle fasce più fragili della popolazione e su chi deve raggiungere gli uffici per udienze, adempimenti e pratiche giudiziarie.
Un presidio strategico per la Valle Peligna
La difesa del Tribunale di Sulmona non riguarda soltanto l’organizzazione della giustizia. In gioco c’è anche il ruolo istituzionale ed economico della città e della Valle Peligna, dove il palazzo di giustizia rappresenta un punto di riferimento per professionisti, attività economiche e cittadini.
La riforma della geografia giudiziaria del 2012 aveva previsto la soppressione delle sedi non collocate nei capoluoghi di provincia. Le successive proroghe hanno consentito al Tribunale di Sulmona di continuare a operare, ma senza risolvere definitivamente l’incertezza normativa.
Ora la scadenza del 31 dicembre si avvicina e il margine per una soluzione si restringe. Il Coordinamento ha ribadito la necessità di utilizzare tutti gli strumenti parlamentari disponibili per evitare un nuovo rinvio o, peggio, la cessazione delle attività.
Le prossime settimane saranno decisive
Al 13 ottobre 2026, la salvaguardia definitiva del Tribunale di Sulmona resta dunque una partita aperta. Il disegno di legge governativo è ancora all’esame della Commissione Giustizia della Camera e la strada alternativa del decreto rappresenta una richiesta avanzata dal Coordinamento, non una misura già approvata.
Le prossime settimane saranno determinanti per capire se il Parlamento riuscirà a garantire una soluzione prima della scadenza della proroga. Per Sulmona e per gli altri territori coinvolti, la priorità è trasformare gli impegni politici in una decisione normativa concreta, capace di assicurare stabilità agli uffici giudiziari e continuità al servizio della giustizia.
Il conto alla rovescia è cominciato: la richiesta che arriva dal territorio è di non lasciare che siano ancora una volta i tempi della politica a decidere il futuro dei tribunali abruzzesi.
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