Tenta di uccidere la compagna nell'auto: "sono solo 30 anni di litigi". Ma resta in cella
· di Andrea

Rimane dietro le sbarre il 51enne di Sulmona accusato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della sua compagna di 37 anni. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pescara Francesco Marino al termine dell'interrogatorio di garanzia che si è tenuto alla presenza del suo avvocato difensore Stefano Michelangelo. L'uomo, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, ha rilasciato dichiarazioni spontanee al gip. "Sono trent'anni che litighiamo. Ammetto di averla strattonata in alcune occasioni. Ma l'apice dell'esasperazione si è sempre toccato per il suo bisogno di assumere sostanze stupefacenti"- ha detto il 51enne. Il gip, fino a nuova eventuale istanza, ha deciso di confermare l'ordinanza di custodia cautelare emessa dalla sua collega Maria Carla Sacco. I fatti sono avvenuti tra Sulmona e Cugnoli, centro nel pescarese dove la coppia si è trasferita. Il primo episodio lo scorso 11 maggio quando la donna, alla Badia di Sulmona, era stata caricata in auto e massacrata di botte. "Voleva uccidermi ai piedi del Morrone" aveva riferito agli inquirenti. Poi una serie di botte e vessazioni fino all'ultimo episodio di qualche giorno fa quando la donna sarebbe stata picchiata sul letto per il recupero di una somma di denaro. Il tribunale ha quindi messo un punto.
L'uomo è stato rinchiuso nel carcere di Pescara dove, ha deciso oggi un altro giudice, resterà detenuto. Sul suo conto pende d'altronde un'altra condanna per maltrattamenti a quattro anni di reclusione nei confronti della stessa vittima
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