Tassa idraulica, arriva la seconda tranche. Esposto in Procura
· di Andrea

PRATOLA PELIGNA, 06 Settembre - Arriva la seconda tranche della tassa idraulica e, ancora una volta, si riaccende la protesta. A riportare al centro del dibattito la legittimità del contributo sono alcuni contribuenti che hanno deciso di rivolgersi alla Procura, presentando un esposto per sottoporre all’autorità giudiziaria la liceità della tassa.
A muoversi sono alcuni agricoltori che, pur non essendo proprietari dei terreni che conducono, contestano il contributo per una questione di principio e chiedono che venga verificata la correttezza dell’imposizione.
Il contributo di bonifica, previsto a carico dei consorziati, è destinato alla copertura delle spese inserite nel Bilancio di previsione 2026 e relative alla gestione delle infrastrutture idrauliche e di bonifica, tra cui il reticolo idrico minore e gli invasi.
Il tributo si compone di due voci. La prima è il contributo irriguo, che riguarda esclusivamente i proprietari dei terreni agricoli e finanzia, in sostanza, la gestione del sistema di irrigazione. La seconda è invece il contributo idraulico, dovuto dai proprietari di fabbricati a uso extra agricolo ricadenti all’interno del territorio del Consorzio. È proprio quest’ultimo l’avviso che in questi giorni il Consorzio sta provvedendo a recapitare ai contribuenti.
Inizialmente, alla quota variabile del contributo idraulico si aggiungeva anche una quota fissa di 10 euro per ciascun consorziato, destinata a coprire i costi di struttura e amministrativi. Una voce che, nel frattempo, il Consorzio ha deciso di abolire.
Dal Consorzio arriva anche una difesa del contributo e del ruolo svolto dall’ente sul territorio. «Vogliamo ricordare che il pagamento di questa tassa è stato fondamentale anche per spegnere l’incendio del Morrone. È con l’acqua del Consorzio che si è riusciti a bloccare le fiamme», sottolineano.
La vicenda, dunque, torna a infiammare il confronto tra contribuenti e Consorzio. E non è la prima volta che la questione finisce al centro dell’attenzione. Nei mesi scorsi, infatti, anche diversi sindaci avevano avviato una battaglia contro il tributo, arrivando a ipotizzare persino un’azione legale congiunta. Ricorso presentato da Pratola Peligna e Prezza.
Ora la parola passa alla magistratura, chiamata a valutare l’esposto presentato dai contribuenti e a fare chiarezza sulla legittimità del contributo contestato.
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