Svegliati a colpi di fucile. Il Cospa difende i cacciatori
· di Andrea

**Caccia, rumore degli spari e tutela del territorio: serve equilibrio**
Le lamentele per gli spari dei fucili nella zona di Bagnaturo hanno riaperto un dibattito che merita attenzione e rispetto per tutte le posizioni. La normativa prevede specifiche distanze di sicurezza dalle abitazioni: se tali regole vengono rispettate, è legittimo chiedersi se il problema sia davvero rappresentato soltanto dagli spari o se, più in generale, si stia affermando una crescente intolleranza verso ogni attività tradizionale.
A Sulmona, infatti, si sopportano quotidianamente il rumore delle motociclette prive di silenziatore, il traffico e il trambusto della circonvallazione. Perché, allora, gli spari vengono considerati intollerabili, mentre altri rumori molesti sembrano essere accettati? Per Dino Rossi del Cospa Abruzzi "la caccia esiste da sempre e soltanto oggi sembra essere diventata, per alcuni, il principale bersaglio delle proteste"
Naturalmente, il rispetto delle regole deve essere garantito e i controlli non possono mancare. Allo stesso tempo, però, occorre evitare che l’Abruzzo venga progressivamente trasformato in un territorio sottoposto a vincoli ambientali tali da ridurre eccessivamente le aree cacciabili, oltre i limiti previsti dalla legge. "Una gestione squilibrata può produrre conseguenze negative anche per la manutenzione del territorio e per l’equilibrio degli ecosistemi, come dimostrano i gravi incendi che hanno colpito il Morrone.
La caccia, inoltre, rappresenta una componente dell’economia locale: coinvolge la vendita di alimenti e accessori per i cani, l’abbigliamento, le cartucce, la ristorazione e le consumazioni nei bar. Non si tratta, quindi, soltanto di una pratica venatoria, ma anche di un settore che sostiene numerose attività"- interviene Rossi.
Secondo Cospa il rischio è che, dietro divieti e restrizioni non adeguatamente ponderati, si arrivi a una situazione paradossale: campi e automobili danneggiati dalla fauna selvatica, territori sempre più difficili da frequentare e cittadini costretti a limitare le proprie passeggiate per la presenza crescente dei lupi. L’Abruzzo, definito la regione verde d’Europa, non può diventare “nera” a causa degli incendi e di una gestione ambientale priva di equilibrio.
Serve, dunque, un confronto serio tra istituzioni, agricoltori, cacciatori, ambientalisti e residenti. La tutela della natura è fondamentale, ma deve conciliarsi con la sicurezza, il rispetto delle attività economiche e la libertà di vivere il territorio.
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