Stupra e filma le nipotine: chiesti 14 anni di carcere. Processo in fotocopia per zio orco
· di Andrea

Quattordici anni di reclusione più il risarcimento da liquidare in sede civile. È la condanna chiesta dal sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona Edoardo Mariotti per la vicenda degli abusi dello zio orco nei confronti delle nipotine. Richiesta che è arrivata nel corso del processo celebrato con rito abbreviato davanti al giudice per le udienze preliminari Irene Giamminonni. Il gup ha accolto parte delle eccezioni sollevate dalla difesa e ha fissato l'udienza del 17 settembre per le repliche e la sentenza. Si tratta di un processo in fotocopia. L’uomo era stato già condannato alla pena di 14 anni di reclusione, il 26 settembre 2024, al termine del processo con rito abbreviato. Tuttavia il 4 luglio 2025 la Corte d’Appello dell’Aquila aveva annullato la condanna che era stata inflitta dal gup del Tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli. Alla base dell’annullamento un vizio procedurale , ovvero l’irregolarità delle notifiche per la fissazione dell’udienza preliminare, che era stata sollevata dall’avvocata difensore Alessandra Faiella. Gli atti sono quindi tornati in Tribunale e lo zio orco questa mattina è tornato alla sbarra. Una storia drammatica ed inquietante che era finita sul tavolo della Procura della Repubblica e dei carabinieri della compagnia di Sulmona, nell’autunno del 2022, dopo la denuncia dei genitori delle due cugine che all'epoca avevano 5 e 14 anni. La vicenda si era consumata in un’abitazione della vallata peligna. In più circostanze, stando alle accuse, lo zio 42 enne (non convivente) avrebbe avuto approcci intimi con le minori, arrivando perfino ad immortale gli atti sessuali con un telefono. Sostanzialmente, sempre secondo quanto ipotizzato, il 42 enne avrebbe abusato delle ragazzine e si sarebbe filmato mentre poneva in essere atteggiamenti sessuali. A supporto del castello accusatorio ci sarebbero proprio alcuni video, trovati e analizzati dai militari incaricati delle indagini, che avevano posto sotto sequestro il telefono dell’imputato. Atti di cui le bambine avrebbero preso consapevolezza nel tempo, raccontando tutto ai familiari che avevano così provveduto ad allertare le forze dell’ordine. Dalle denunce formalizzate nella stazione dei carabinieri di Sulmona, si era attivato il filone giudiziario, che aveva portato la Procura a chiedere ed ottenere la custodia in carcere per l’uomo. Il 12 ottobre del 2023, nel tribunale “blindato” per l’occasione, vista la delicatezza della vicenda, le minori erano state sentite nell’incidente probatorio. Assistite da una psicologa e protette da uno schermo, con le finestre del tribunale oscurate, le due minori erano state chiamate a raccontare gli abusi subiti. Tre ore di “chiacchierata”, alla presenza di esperti. Nel fascicolo della Procura era finito anche un altro episodio di violenza sessuale nei confronti di una minore non identificata. Nel frattempo il 42enne, scaduti i termini di carcerazione preventiva, è tornato in libertà con il divieto di dimora.
Le vittime sono rappresentate dagli avvocati Luca Tirabassi e Valeria Colantoni.
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