Salta al contenuto

Staccò orecchio a morsi a carabiniere: "lasciatemi in carcere". Rinuncia alla Cassazione Tyson di Cocullo

· di Andrea
Staccò orecchio a morsi a carabiniere: "lasciatemi in carcere". Rinuncia alla Cassazione Tyson di Cocullo
"Voglio rimanere in carcere. Qui devo scontare la mia pena". Rinuncia al ricorso in Cassazione E.R., il 47enne di Cocullo, accusato di aver staccato a morsi l'orecchio a un carabiniere. La vicenda, che risale all'antivigilia di ferragosto del 2024, si chiude con una condanna definitiva a tre anni di reclusione e a una provvisionale immediatamente esecutiva di 10 mila che i giudici di secondo grado avevano applicato a gennaio scorso dopo aver ridotto sensibilmente la condanna del tribunale di Sulmona a cinque anni e quattro mesi. La diminuzione era legata alla rideterminazione della pena in seguito alla scelta del rito abbreviato. Il 47enne ha deciso di non impugnare il verdetto della Corte d'Appello dell'Aquila e di scontare la pena di tre anni (che non può essere sospesa) dietro le sbarre. È quindi scattato l'ordine di carcerazione emesso dalla procura generale della Corte d'Appello dell'Aquila. I fatti risalgono al 13 agosto 2024. Il 47enne si trovava in un bar di via Patini, a Sulmona, intento a prendere un caffè. L’uomo era sottoposto agli arresti domiciliari per stalking nei confronti della vicina di casa, con autorizzazione a uscire per alcune ore. Proprio durante un controllo, i carabinieri della compagnia di Sulmona gli avevano chiesto di esibire i documenti. La richiesta aveva scatenato una reazione violenta. Prima all’interno del locale e poi all’esterno, il 47enne aveva aggredito i militari intervenuti, arrivando a mordere uno di loro e a tranciargli il padiglione auricolare, la parte superiore dell’orecchio sinistro. Il carabiniere era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico dall’otorino dell’ospedale di Sulmona, che era riuscito a ricucire la parte staccata. La prognosi era stata di circa tre mesi di convalescenza. Secondo l’accusa, l’imputato aveva opposto resistenza anche a un secondo militare, intervenuto per tentare di bloccarlo e proteggere il collega. L’uomo era stato arrestato in flagranza di reato e trasportato in ospedale, continuando a mostrare un comportamento aggressivo anche in caserma durante gli accertamenti di rito.

Commenti

Ancora nessun commento. Scrivi il primo!

Lascia un commento

Nessuna registrazione richiesta. L'email non viene pubblicata.