Spazio Dike, a Sulmona un centro per uomini maltrattanti: «Anche un reato in meno sarà un successo»
· di Andrea

SULMONA – Prevenire la violenza di genere intervenendo anche su chi la commette, attraverso un percorso di consapevolezza, responsabilizzazione e cambiamento. È questo l'obiettivo di Spazio Dike, il progetto dedicato agli uomini maltrattanti che aprirà nella scuola primaria Masciangioli di Sulmona, con l'intento di offrire un'opportunità concreta per interrompere la spirale della violenza e ridurre il rischio di recidiva. Nel 2026 sono già undici i provvedimenti cautelari adottati dal Tribunale di Sulmona in materia di violenza di genere. Numeri che richiamano la necessità di affiancare agli strumenti repressivi e di tutela delle vittime anche interventi mirati sugli autori dei comportamenti violenti. «Se con questo progetto riusciremo ad avere anche un reato in meno, sarà un successo», ha affermato il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D'Angelo, sottolineando il valore di un'iniziativa che punta a incidere concretamente sulla prevenzione. Sulla necessità di un lavoro condiviso è intervenuta anche la presidente del Tribunale di Sulmona, Maria Antonia Garcia. «Nel mio primo mese di presidenza ho già avuto a che fare con molti casi di violenza. Ciò vuol dire che in questo territorio serve un approccio multidisciplinare», ha evidenziato, richiamando l'importanza della collaborazione tra istituzioni, professionisti e realtà impegnate nel contrasto alla violenza di genere. Il progetto è stato presentato nell'Aula consiliare del Comune di Sulmona, alla presenza del sindaco Luca Tirabassi, dell'assessora Federica La Porta, dei rappresentanti del Consiglio dell'Ordine degli avvocati e delle associazioni. Il principio alla base di Spazio Dike è chiaro: la violenza non può essere contrastata soltanto attraverso la risposta giudiziaria, ma richiede anche un lavoro sulle condotte, sulle motivazioni e sulla consapevolezza delle proprie responsabilità.
Il servizio propone un percorso di responsabilizzazione rivolto alle persone che agiscono comportamenti violenti, con l'obiettivo di aiutarle a riconoscere i propri atti e ad avviare un processo di cambiamento. Non si tratta di giustificare la violenza, ma di affrontarla attraverso un intervento strutturato che metta al centro la responsabilità individuale e la necessità di modificare i comportamenti. Come illustrato nel materiale informativo del progetto, il servizio è gratuito e ad accesso volontario per le persone che intendono intraprendere un percorso di cambiamento e assumersi la responsabilità delle proprie azioni. L'attività di Spazio Dike si articola in due principali modalità di intervento. I colloqui individuali rappresentano una prima fase di conoscenza e valutazione, utile per avviare il percorso e favorire una maggiore consapevolezza dei propri comportamenti. È in questo spazio che la persona può iniziare a confrontarsi con le proprie azioni e con le conseguenze della violenza esercitata. Accanto al lavoro individuale sono previsti percorsi di gruppo, ai quali si accede dopo i colloqui iniziali. Gli incontri affrontano temi legati alla violenza e alla responsabilità personale, favorendo il confronto e la riflessione sui comportamenti agiti. Il lavoro di gruppo punta a sviluppare una maggiore capacità di riconoscere le dinamiche violente e a promuovere modalità di relazione differenti. Il progetto si rivolge quindi a chi vuole intraprendere un percorso concreto per modificare le proprie condotte, attraverso un'attività che richiede partecipazione, consapevolezza e assunzione di responsabilità. Per contattare Spazio Dike è possibile telefonare dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. Il servizio riceve su appuntamento il lunedì, dalle 14.30 alle 20. Il materiale informativo specifica inoltre che il percorso è gratuito per chi vi accede volontariamente. Sono previste condizioni diverse per gli uomini che partecipano in relazione a quanto disposto dall'articolo 6 del cosiddetto Codice Rosso, con riferimento all'articolo 165 del Codice penale: in questi casi gli oneri del percorso di recupero sono a carico della persona condannata, secondo quanto previsto dalla normativa. Spazio Dike si inserisce in una prospettiva di collaborazione tra istituzioni, professionisti del sociale, avvocati e realtà associative impegnate nel contrasto alla violenza di genere. Il progetto punta a costruire una rete capace di intervenire non soltanto quando la violenza si è già manifestata, ma anche per favorire percorsi di cambiamento che possano impedirne la ripetizione. La sfida è quella di affiancare alla protezione delle vittime un lavoro mirato sugli autori della violenza, senza perdere di vista la centralità della sicurezza e dei diritti di chi subisce abusi. A Sulmona, dove i provvedimenti cautelari adottati dall'inizio del 2026 testimoniano la rilevanza del fenomeno, l'apertura di Spazio Dike rappresenta un nuovo tassello nella costruzione di risposte territoriali integrate. L'obiettivo, come ha ricordato il procuratore D'Angelo, è ambizioso ma concreto: riuscire a evitare anche un solo nuovo reato significherebbe aver compiuto un passo importante nella prevenzione della violenza di genere.
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