Soldi della truffa sul conto e anziani raggirati. Nei guai cinque malviventi
· di Andrea

Le accreditano sul conto bancoposta la somma di cinquemila euro e si becca una denuncia per truffa. Protagonista della vicenda è una donna di 54 anni, originaria di Sulmona ma residente a Bugnara, che è stata raggiunta da un avviso di garanzia emesso dalla procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. La donna è accusata di truffa in concorso con un 50enne del napoletano, reo di aver commesso una serie di raggiri. L'indagata aveva ricevuto cinque accrediti sul proprio conto per un totale di cinquemila euro. Dovendo ottenere il rimborso di alcune somme versate a una terza persona non aveva effettuato l'estratto conto né controllato la provenienza del denaro. A farlo è stata la squadra volante del commissariato di Santa Maria Capua Vetere scoprendo che le somme accreditate alla 54enne altro non erano che il provento di una truffa commessa a Pozzuoli da un 50enne che aveva ottenuto le "caparre" della casa vacanza fantasma, raggirando una serie di utenti e poi le aveva dirottate sul conto della donna. Come il 50enne fosse in possesso delle credenziali del conto della donna non è ancora chiaro. Per questo la procura territorialmente competente ha emesso un avviso di garanzia a carico della 54enne che ora dovrà rispondere di concorso nel reato di truffa e giustificare quei cinquemila euro. La donna è pronta a chiarire la propria posizione davanti ai magistrati. Discorso diverso per il maxi raggiro del trading online per il quale la procura della Repubblica di Sulmona ha chiesto il processo per tre napoletani dai 41 ai 51 anni di età che dovranno comparire davanti al gup per l'udienza preliminare il prossimo gennaio. L’inchiesta, coordinata dalla procura peligna, è partita dalla denuncia presentata da un pensionato di 70 anni alla guardia di finanza della compagnia di Sulmona, diretta dal capitano Cecilia Tangredi. I fatti risalgono a circa un anno fa. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i tre imputati si sarebbero presentati come esperti consulenti finanziari, instaurando con la vittima un rapporto di fiducia attraverso telefonate, messaggi sui social network e continui contatti. Con un linguaggio tecnico e la promessa di investimenti altamente redditizi, avrebbero convinto il pensionato a effettuare numerosi bonifici, fino a versare complessivamente circa 50 mila euro.
Il raggiro sarebbe emerso quando i presunti consulenti hanno chiesto un ulteriore pagamento, sostenendo che fosse necessario versare un fantomatico dazio doganale per poter sbloccare i profitti maturati. È stato in quel momento che il settantenne ha intuito di essere caduto in una trappola e si è rivolto alle Fiamme Gialle. Le indagini, avviate immediatamente, hanno consentito di ricostruire il percorso del denaro e di individuare i conti correnti sui quali erano confluite le somme. Gli accertamenti hanno inoltre permesso di identificare i presunti responsabili della frode. Nel corso dell’inchiesta era stato eseguito un sequestro preventivo di oltre 215 mila euro depositati su conti intestati a società formalmente inattive e del tutto estranee al settore dell’intermediazione finanziaria.
A proposito di truffe, un uomo di 46 anni di Napoli è stato raggiunto da un avviso di chiusura delle indagini preliminari per truffa aggravata ai danni di un’anziana di 86 anni di Introdacqua. L'uomo rischia di finire sotto processo. I fatti risalgono al 14 aprile scorso quando, secondo la ricostruzione, si sarebbe fatto consegnare 2mila euro in contanti fingendosi un amico del nipote della donna. Il presunto raggiro era stato costruito con una telefonata nella quale un falso nipote ha raccontato all’anziana che il padre aveva sbagliato un bonifico da 4.500 euro e che, per questo, il giovane rischiava il posto di lavoro e il padre l’arresto. La vittima, anche perché il vero nipote era stato da poco assunto alle Poste, aveva ritenuto plausibile la richiesta e consegnato il denaro al presunto incaricato.
Il sospetto era nato poco dopo, quando il falso nipote aveva telefonato di nuovo chiedendo anche oro e gioielli perché i soldi non sarebbero bastati. L’anziana aveva così verificato la richiesta e ha avvisato i carabinieri di Introdacqua. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza del paese hanno permesso di individuare l’auto usata dal sospettato, una Lancia Y. Il mezzo era stato fermato dai carabinieri di Cassino. Durante la perquisizione l’uomo era stato trovato con 1.700 euro in contanti, ritenuti parte del bottino.
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