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Sedicenne picchiata e bullizzata da due ragazze, il video finisce sulla chat. Indagano i carabinieri

· di Andrea
Sedicenne picchiata e bullizzata da due ragazze, il video finisce sulla chat. Indagano i carabinieri
Una sedicenne sarebbe stata aggredita da due coetanee in un’area verde della città, mentre qualcuno riprendeva la scena con un telefono cellulare. È quanto emerge da due video consegnati ai carabinieri da un insegnante di sostegno di 31 anni, che li avrebbe ricevuti tramite WhatsApp e avrebbe deciso di metterli a disposizione degli investigatori. L’episodio risalirebbe al 21 settembre. Secondo una prima ricostruzione, la ragazza sarebbe stata circondata da altre due giovani, probabilmente sue coetanee, con le quali avrebbe avuto precedenti rapporti di conoscenza. Dalle immagini emergerebbero schiaffi, strattoni ai capelli e alcuni calci. Attorno alle protagoniste ci sarebbero state altre persone, adolescenti e giovani, che avrebbero assistito alla scena. La dinamica, tuttavia, è ancora tutta da ricostruire. I carabinieri dovranno stabilire chi abbia partecipato materialmente all’aggressione, chi fosse presente senza intervenire e quale sia stato il ruolo della persona che ha registrato i filmati. A far scattare gli accertamenti sarebbe stata la decisione dell’insegnante di sostegno di consegnare spontaneamente i due video alle forze dell’ordine. Il docente li avrebbe ricevuti tramite WhatsApp e, ritenendo che potessero documentare un episodio di violenza ai danni di una minorenne, avrebbe scelto di rivolgersi ai carabinieri. I filmati saranno ora sottoposti agli accertamenti necessari per verificarne autenticità, datazione e integrità. Gli investigatori dovranno inoltre ricostruire la cosiddetta catena di invio, cercando di risalire a chi abbia effettuato la registrazione e al percorso seguito dalle immagini prima di arrivare al docente. Un passaggio importante sarà anche quello relativo alla loro eventuale diffusione. Gli inquirenti dovranno verificare se il filmato sia stato condiviso in una chat privata, inoltrato ad altre persone o pubblicato attraverso social network e altre piattaforme. Tra gli aspetti che potrebbero essere approfonditi c’è anche l’eventuale presenza di offese legate alle origini della ragazza. La sedicenne avrebbe origini straniere e gli investigatori stanno verificando se, durante l’aggressione, siano state pronunciate frasi o insulti riconducibili alla provenienza, all’etnia o all’appartenenza culturale della vittima. Si tratta, anche in questo caso, di un elemento che dovrà essere verificato attraverso l’analisi dei filmati e le testimonianze delle persone presenti. Nei prossimi giorni l’insegnante potrebbe essere ascoltato come persona informata sui fatti. Agli investigatori potrebbe fornire dettagli utili sulla ricezione dei video: chi glieli avrebbe inviati, quando sarebbero arrivati e se fossero accompagnati da messaggi o altre informazioni sull’episodio. Potrebbero essere ascoltati anche alcuni compagni di classe della sedicenne. Le loro testimonianze potrebbero aiutare a ricostruire i rapporti tra la ragazza e le presunte responsabili e a verificare l’eventuale esistenza di precedenti episodi di derisione, minacce o intimidazioni. Gli investigatori dovranno inoltre identificare tutte le persone presenti nell’area verde al momento dei fatti. L’obiettivo sarà ricostruire con precisione le diverse posizioni e distinguere, sulla base degli elementi raccolti, tra chi avrebbe partecipato all’aggressione, chi avrebbe eventualmente incoraggiato o favorito la violenza, chi avrebbe effettuato le riprese e chi potrebbe aver contribuito alla successiva diffusione delle immagini. L’indagine è ancora nella fase iniziale. Saranno gli accertamenti dei carabinieri e le successive valutazioni dell’autorità giudiziaria a chiarire responsabilità e circostanze dell’episodio.
La vicenda riporta intanto l’attenzione sul fenomeno del bullismo tra adolescenti e sul ruolo che smartphone e piattaforme di messaggistica possono avere nella diffusione di immagini legate a episodi di violenza. In casi di questo tipo, all’aggressione fisica può infatti aggiungersi l’umiliazione provocata dalla registrazione e dalla possibile circolazione del video tra coetanei.

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