Sedicenne bullizzata e ripresa, denunciate due ragazzine. Ipotesi challange
· di Andrea

### Sedicenne bullizzata, denunciate due ragazzine. Ipotesi challenge ###
Svolta nell’inchiesta sull’aggressione ai danni di una sedicenne con disabilità, picchiata in un giardino pubblico di Sulmona. I carabinieri della stazione cittadina, dopo aver acquisito e analizzato alcuni filmati consegnati dal professore di sostegno della ragazza, hanno individuato due minorenni che sarebbero coinvolte nel pestaggio.
Si tratta di due ragazze di 14 e 15 anni, entrambe residenti a Sulmona, denunciate e iscritte nel registro degli indagati con l’ipotesi di lesioni personali aggravate dalla minorata difesa.
Il punto di partenza della nuova fase dell’indagine è rappresentato da un video finito nelle chat di WhatsApp e consegnato ai carabinieri dal docente di sostegno della sedicenne. La ripresa sarebbe stata realizzata da una persona che, al momento, non è stata ancora identificata.
Nel filmato sarebbero riconoscibili le due ragazze ora sotto indagine. Il quadro investigativo, tuttavia, potrebbe essere più ampio. Secondo quanto emerso finora, infatti, le due minorenni non sarebbero state le sole persone presenti o coinvolte nell’aggressione.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire chi si trovasse nel parco, quale sia stato il ruolo di ciascuno e chi abbia materialmente partecipato alla violenza. Il video potrebbe quindi rivelarsi decisivo non soltanto per chiarire la dinamica dei fatti, ma anche per individuare l’autore della ripresa e le eventuali altre persone coinvolte.
La vicenda ha suscitato particolare attenzione per la giovane età della vittima e per la sua condizione di disabilità. L’aggressione sarebbe avvenuta all’interno di un giardino pubblico, in assenza di adulti o comunque di persone maggiorenni. Al momento sarebbe stata esclusa l’aggravante dell’odio razziale. Resta invece al centro dell’inchiesta l’ipotesi di un episodio riconducibile al bullismo e alla violenza tra adolescenti. Gli inquirenti stanno valutando anche la possibilità che l’aggressione si inserisca in una dinamica di gruppo e che la violenza possa essere stata trasformata in una sorta di sfida, una challenge tra adolescenti. Un’ipotesi ancora da verificare, così come deve essere chiarito se la realizzazione del video fosse stata programmata oppure sia avvenuta spontaneamente durante l’aggressione.
La diffusione delle immagini nelle chat rappresenta un ulteriore fronte investigativo. Sarà necessario stabilire chi abbia registrato il filmato, chi lo abbia condiviso per primo e attraverso quali canali sia stato successivamente diffuso. Gli accertamenti sui dispositivi elettronici e sulle comunicazioni potrebbero fornire elementi utili. Sul caso è al lavoro la Procura per i minorenni, che coordina le indagini. Nei prossimi giorni potrebbe essere disposta anche l’audizione protetta della sedicenne, un passaggio particolarmente delicato considerata l’età della vittima e la natura dei fatti.
La sua testimonianza potrebbe contribuire a ricostruire la dinamica dell’aggressione e a chiarire i rapporti precedenti con le due ragazze identificate e con gli altri adolescenti eventualmente presenti nel giardino pubblico.
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