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Scuole: suona la prima campanella. Quattro scuole "ripetenti"

· di Andrea
Scuole: suona la prima campanella. Quattro scuole "ripetenti"
Suona la prima campanella del nuovo anno scolastico. Ma non per tutti. A Sulmona almeno quattro scuole ripartono da “ripetenti”, in attesa cioè di rientrare nella sede storica chiusa da anni per i lavori di adeguamento e ristrutturazione. In cima alla lista c’è la scuola primaria Lombardo-Radice che, da ormai nove anni, è stata trasferita in via Marcante. Qualcosa di concreto si è mosso lo scorso 29 giugno quando sono partiti gli interventi di demolizione del vecchio plesso sulle sui ceneri sarà realizzata una nuova scuola. I primi lavori erano iniziati nel 2017 e sarebbero dovuti durare appena una manciata di mesi. Nel 2018 la prima proposta di cambiare il progetto, da miglioramento ad abbattimento. Il nulla osta arrivò nel 2019. Poi la pandemia e il lungo iter burocratico fino al contenzioso con la ditta, al punto di bloccare i lavori per la ricostruzione dell’edificio. Contenzioso risolto nel 2024. Neanche la carta Pnrr (in ballo circa cinque milioni di euro) era servita per regalare una nuova scuola. Anzi, non era stata mai calata sul tavolo, perché il Comune di Sulmona in graduatoria era risultato il primo dei non ammessi a finanziamento. Al posto della Radice, sarà realizzato il plesso unico scolastico con quattro milioni e mezzo di euro. Altra incompiuta è la scuola primaria Luciana Masciangoli. I lavori sull’edificio scolastico, chiuso dal 2016, si sono conclusi nel 2022 anche se, per le opere di completamento, il Comune ha dovuto reperire ulteriori fondi per riposizionare le serrande volate via con il vento, le porte interne ormai fuori norma, rifare gli impianti idrici ed elettrici ormai obsoleti, sistemare i giardini e le pertinenze esterne da rifare. Finora sono stati piazzati 166 isolatori nelle fondamenta della scuola per un importo pari a 4 milioni di euro. A marzo dello scorso anno era arrivato un altro milione e mezzo per il Comune ora intenzionato a completare i lavori. Le porte nel frattempo si sono riparte per gli uffici comunali che hanno occupato il primo piano dell'edificio scolastico. Entro l'anno, ha annunciato il vice sindaco Mauro Tirabassi, si punta a ultimare i lavori per l'edilizia scolastica. Cantiere ancora sospeso alla scuola primaria  “Lola Di Stefano”. In ballo ci sono circa 2 milioni di euro per i quali il Comune attende lo sblocco dell’USRC (Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere) di Fossa. Anche questo cantiere è stato inserito tra le opere da avviare entro dicembre 2026. Entro l’anno, invece, saranno ultimati i lavori per la scuola dell’Infanzia “Celidonio”, in via L’Aquila. Dalla struttura, che inizialmente era condivisa con gli uffici del Centro per l’Impiego, i piccoli studenti erano stati traslocati all’interno degli ambienti della palazzina verde del contratto di quartiere. Al massimo entro dicembre torneranno nella sede storica.
Infine, ma non per ultimo, la campanella non suona per gli studenti del De Nino-Morandi che ripartono da viale Mazzini, dalla "nuova" sede alternativa da quattro anni esatti. Il nuovo anno scolastico si apre comunque con una importante novità: la gara d'appalto da 6 milioni di euro è stata pubblicata e per i lavori hanno risposto 68 imprese. Ora gli uffici provinciali stanno vagliando le singole offerte. Un passo importante per il presidente della Provincia Angelo Caruso. Un passo che arriva dopo dodici anni da "ripetenti". Andrea D'Aurelio

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