Scelli ritira il premio Borsellino. "È degli uomini e le donne di Protezione Civile"
· di Andrea

Un riconoscimento che va oltre la singola persona e diventa un tributo a un’intera comunità di donne e uomini impegnati quotidianamente al servizio degli altri. Maurizio Scelli, direttore dell’Agenzia regionale di Protezione Civile dell’Abruzzo, ha ricevuto il Premio nazionale Paolo Borsellino nella sezione dedicata all’impegno civile, nell’ambito della XXXIV edizione della manifestazione, in programma all’Aquila.
Avvocato, già commissario straordinario della Croce Rossa Italiana, Scelli porta con sé una lunga esperienza nel campo del soccorso e delle missioni umanitarie, maturata anche in contesti internazionali particolarmente complessi. Un percorso che oggi mette al servizio della Protezione Civile abruzzese, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione, il coordinamento delle emergenze e la capacità di risposta del sistema regionale.
Ma il significato del premio, nelle parole affidate da Scelli alla sua testimonianza, supera il valore personale del riconoscimento.
«Questo premio è vostro. È degli uomini e delle donne della Protezione Civile. Di chi ogni giorno sceglie di esserci, di tendere una mano, di non lasciare nessuno solo», è il messaggio con cui il direttore ha voluto condividere la soddisfazione per il riconoscimento, rivolgendo il pensiero alle donne e agli uomini che operano sul territorio, spesso lontano dai riflettori.
Scelli ha sottolineato come il desiderio di aiutare chi attraversa momenti difficili rappresenti una convinzione profonda, diventata nel tempo una vera e propria missione di vita. Ricevere un premio intitolato a Paolo Borsellino, simbolo di coraggio, dignità e fedeltà ai propri valori, assume così un significato particolare: non soltanto un attestato di merito, ma un richiamo alla responsabilità di continuare a essere presenti accanto a chi ha più bisogno.
«È un premio che porto nel cuore, con la gratitudine di chi ha avuto il privilegio di trasformare una convinzione personale in una missione di vita», ha evidenziato, ribadendo l’orgoglio di condividere questo percorso con il sistema regionale di Protezione Civile.
Un riferimento che chiama in causa anche la rete dei volontari abruzzesi, componente essenziale di un sistema che opera nella prevenzione dei rischi, nella gestione delle emergenze e nell’assistenza alle comunità colpite da calamità.
Il Premio Borsellino, un riconoscimento che abbraccia l’impegno civile
La XXXIV edizione del Premio nazionale Paolo Borsellino rinnova il legame tra memoria e impegno concreto, valorizzando esperienze diverse accomunate dalla difesa della legalità, dalla responsabilità pubblica e dalla solidarietà.
Il riconoscimento a Scelli si inserisce proprio in questa prospettiva: il servizio alla collettività non si esaurisce nell’intervento durante un’emergenza, ma comprende la capacità di prevenire i rischi, sostenere le persone fragili e costruire una rete di collaborazione tra istituzioni, operatori e volontari.
Un messaggio che trova particolare significato in Abruzzo, territorio segnato da importanti emergenze e nel quale la Protezione Civile rappresenta un presidio fondamentale per la sicurezza delle comunità.
Gli altri premiati: dalle istituzioni alla cultura
Il programma della XXXIV edizione riunisce figure di primo piano del panorama istituzionale, giudiziario e culturale italiano.
Per la sezione Legalità figurano il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo, il prefetto e vice direttore generale della Pubblica Sicurezza Giancarlo Di Vincenzo, il vice direttore dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna Ignazio Gibilaro, la procuratrice del Tribunale per i minorenni di Palermo Claudia Caramanna, il magistrato e componente togato del Consiglio superiore della magistratura Marco Bisogni, il dirigente generale della Polizia penitenziaria Augusto Zaccariello, il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia e il questore di Bologna Gaetano Bonaccorso.
Nell’area dell’impegno civile, insieme a Maurizio Scelli, sono premiate la dirigente della Polizia di Stato Iolanda Seri e Rossella Governa, dirigente del IV Reparto Volo della Polizia di Stato.
Per la cultura, il riconoscimento coinvolge l’attore Leo Gullotta, il regista Riccardo Milani e Rinaldo Tordera, presidente dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila.
La sezione dedicata all’impegno sociale rende omaggio a don Alberto Conti, direttore della Caritas di Trivento e delegato Caritas Abruzzo-Molise, mentre per la memoria viene premiata l’associazione Memorial Day, fondata per mantenere vivo il ricordo delle vittime della violenza mafiosa e di tutte le persone cadute nell’adempimento del dovere. La senatrice a vita Liliana Segre è inoltre attesa con un messaggio di saluto.
L’eredità di Borsellino, dalla memoria all’esempio quotidiano
Il filo conduttore della manifestazione resta la figura di Paolo Borsellino e il valore di una testimonianza che continua a parlare alle nuove generazioni. La legalità non è soltanto un principio da celebrare nelle ricorrenze, ma una scelta quotidiana che prende forma nelle istituzioni, nella giustizia, nella cultura e nel volontariato.
È in questo orizzonte che si colloca il riconoscimento a Maurizio Scelli: un premio personale che, nella sua dedica alla Protezione Civile, diventa il simbolo di un impegno collettivo.
Perché esserci, tendere una mano e non lasciare nessuno solo sono gesti che, nelle situazioni più difficili, danno concretezza ai valori della solidarietà e del servizio pubblico. Ed è proprio questa la lezione che il Premio Borsellino intende mantenere viva: trasformare la memoria in responsabilità e i valori in azioni capaci di fare la differenza nella vita delle persone.
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