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Scacco alla mafia e allo spaccio, due gruppi criminali. Sedici arresti tra Sulmona e Pettorano

· di Andrea
Scacco alla mafia e allo spaccio, due gruppi criminali. Sedici arresti tra Sulmona e Pettorano
Una vasta operazione della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila ha portato all’arresto di venti persone, coinvolte, secondo l’ipotesi accusatoria, in una rete criminale dedita al traffico illecito di sostanze stupefacenti. L’indagine, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia, ha interessato diversi centri della provincia dell’Aquila, con ramificazioni anche fuori dai confini regionali e nazionali. Al centro dell’inchiesta ci sarebbero due distinti gruppi criminali, entrambi ritenuti dagli investigatori attivi nella gestione e nella distribuzione di droga. Il primo avrebbe avuto la propria base operativa nella Valle Peligna, tra Sulmona e Pettorano sul Gizio. Quattro le persone finite sotto accusa: Mario Pallozzi e Ivano Antonio Di Marco, entrambi ex baristi, Stefano Sito, imprenditore nel settore della telefonia, e Fabrizio Bonaventura, operaio del Comune. I primi tre sono stati condotti in carcere, mentre per Bonaventura sono stati disposti gli arresti domiciliari. Secondo la ricostruzione accusatoria, i quattro avrebbero svolto un ruolo attivo nell'organizzazione e nella gestione del traffico di stupefacenti, mantenendo rapporti con altri soggetti coinvolti nelle attività illecite. Un quadro investigativo che sarebbe stato ricostruito soprattutto attraverso le intercettazioni telefoniche e ambientali, considerate dagli inquirenti uno strumento fondamentale per delineare i rapporti tra gli indagati e i rispettivi ruoli. Nell'ambito della stessa indagine è finito sotto accusa anche un secondo gruppo, che sarebbe stato guidato dall'ex latitante Massimiliano Le Donne, rintracciato e arrestato nel corso dell'operazione. Insieme a lui sono stati arrestati Alessio Mancinelli, Patrizia Chiocchio, Davide Pantano, Andrea La Civita e Daniele Cellini. L'inchiesta avrebbe fatto emergere una rete di rapporti tra soggetti con precedenti penali e persone ritenute vicine ad ambienti della criminalità organizzata. Gli investigatori ipotizzano una regia criminale di stampo mafioso, con collegamenti e interessi che avrebbero superato i confini della Valle Peligna, estendendosi in altri territori italiani e anche all'estero. Complessivamente sarebbero venti le persone raggiunte da misure cautelari nell'ambito dell'operazione, mentre sedici provvedimenti risultavano ancora in corso di notifica al momento della diffusione delle prime informazioni. Le attività di esecuzione sono state condotte su scala nazionale.
L'operazione rappresenta un importante sviluppo investigativo per fare luce sulla presunta rete di approvvigionamento, gestione e distribuzione delle sostanze stupefacenti sul territorio. Sulmona e la Valle Peligna emergono come uno dei principali contesti territoriali dell'indagine, con l'ipotesi di una struttura criminale articolata in più gruppi e collegata a soggetti operanti anche al di fuori dell'Abruzzo. Le accuse contestate sono ancora al vaglio dell'autorità giudiziaria: per tutte le persone coinvolte vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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