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Rumori dell’ospedale di Sulmona, prosciolto anche Tonio Di Biase. Resta la causa civile da 2 milioni

· di Andrea
Rumori dell’ospedale di Sulmona, prosciolto anche Tonio Di Biase. Resta la causa civile da 2 milioni
Si chiude con un proscioglimento anche per Tonio Di Biase il procedimento penale legato alle emissioni rumorose provenienti dall’ospedale di Sulmona. Il giudice Emanuela Cisterna ha dichiarato la prescrizione del reato contestato all’ex direttore sanitario del nosocomio, mettendo così la parola fine al filone penale che aveva preso le mosse dalle denunce presentate negli anni dai residenti della zona. La vicenda riguardava, in particolare, i rumori prodotti dagli impianti di termoventilazione delle sale operatorie e dal generatore dell’ospedale, ritenuti superiori ai limiti previsti dalla normativa. Un caso finito all’attenzione della Procura della Repubblica di Sulmona dopo le segnalazioni degli abitanti, che lamentavano soprattutto i disagi provocati durante le ore notturne. A certificare il superamento dei limiti era stata l’Arta. Nel 2022, gli accertamenti dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente avevano evidenziato il “superamento del limite differenziale a finestre aperte in periodo notturno”. Sulla vicenda era intervenuto anche l’allora sindaco di Sulmona, Gianfranco Di Piero, che nel novembre del 2022 aveva disposto nei confronti della Asl l’adozione di tutti gli accorgimenti necessari per contenere le emissioni sonore e ridurre i disagi per i residenti. Nel procedimento erano stati coinvolti diversi vertici dell’azienda sanitaria. Prima di Di Biase era arrivato il proscioglimento dell’ex direttore generale Rinaldo Tordera, uscito dal procedimento per effetto della prescrizione. Ora la stessa sorte è toccata all’ex direttore sanitario dell’ospedale di Sulmona, facendo venire meno definitivamente il fronte penale della vicenda. La chiusura del procedimento penale, tuttavia, non mette la parola fine alla controversia. Resta infatti aperta la partita sul piano civile. Proprio la scorsa settimana alcuni residenti hanno promosso una causa nei confronti della Asl, assistiti dall’avvocata Valentina Di Benedetto, chiedendo un risarcimento complessivo di due milioni di euro per i disagi e i danni che sarebbero stati provocati dalle emissioni sonore dell’ospedale.
Il nuovo procedimento sposta dunque il confronto sul terreno civile, mentre sul versante penale, con la prescrizione dichiarata anche per Di Biase, si chiude definitivamente il capitolo giudiziario relativo alle responsabilità personali degli ex vertici finiti sotto inchiesta.

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