Roccacasale, presunte irregolarità nelle schede Aedes: la Procura indaga sulla ricostruzione da oltre 3 milioni
· di Andrea

Oltre tre milioni di euro già stanziati per la ricostruzione, un’ordinanza di sgombero degli immobili e un’inchiesta della Procura della Repubblica di Sulmona. È il quadro della vicenda che coinvolge uno degli aggregati della ricostruzione post-sisma di Roccacasale, sulla quale sono state segnalate presunte anomalie nelle schede Aedes.
La Procura ha aperto un fascicolo per accertare l’origine delle presunte difformità e verificare eventuali responsabilità.
La vicenda risale alle procedure avviate dal Comune a partire dal 2016, quando diversi decreti sindacali individuarono gli aggregati e affidarono a tecnici esterni i rilievi e la predisposizione della documentazione necessaria alla ricostruzione.
Nel 2024 alcuni proprietari hanno chiesto la riattivazione dell’iter amministrativo, con l’obiettivo di arrivare all’esecuzione degli interventi. In quella fase, dopo essere entrati in possesso delle schede Aedes relative agli aggregati, avrebbero rilevato significative differenze rispetto alla documentazione originaria conservata dalle precedenti amministrazioni.
Secondo quanto denunciato dai proprietari, nelle schede prodotte successivamente sarebbero stati inseriti immobili che nelle precedenti rilevazioni risultavano esclusi perché non danneggiati. Inoltre, sarebbero state indicate squadre di lavoro che, stando alle verifiche effettuate, non avrebbero partecipato ai sopralluoghi riportati negli atti.
I proprietari contestano anche l’autenticità di alcune firme attribuite ad amministratori che, a loro dire, non avrebbero preso parte ai sopralluoghi né avrebbero avuto titolo per sottoscrivere quelle schede.
Per verificare le discrepanze, gli interessati hanno incaricato propri tecnici e hanno effettuato un accesso agli atti presso l’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, a Fossa. Le verifiche avrebbero confermato, secondo quanto riferito dai proprietari, le anomalie già emerse dal confronto con la documentazione originaria.
Da qui la denuncia-querela presentata alla Procura di Sulmona, per conto dei proprietari, dall’avvocata Alessandra Baldassarre. Spetterà ora alla magistratura stabilire se le contestazioni abbiano rilevanza penale e individuare eventuali responsabilità.
Nel frattempo, l’iter della ricostruzione è proseguito. Nel gennaio 2026 l’USRC ha assegnato oltre tre milioni di euro per gli interventi sull’aggregato. Il 28 agosto il Comune di Roccacasale ha quindi emesso un’ordinanza con cui ha intimato ai proprietari di liberare gli immobili, così da consentire l’avvio dei lavori.
Il provvedimento è stato immediatamente contestato dagli interessati, che hanno notificato al Comune e ai tecnici incaricati una diffida. Nel documento vengono sollevati dubbi sulla legittimità dell’iter amministrativo e sulla documentazione utilizzata per autorizzare la ricostruzione.
La questione potrebbe ora approdare davanti al Tar. I proprietari si preparano infatti a impugnare l’ordinanza sindacale, chiedendo al giudice amministrativo di verificare la legittimità del provvedimento e del procedimento che ne ha preceduto l’adozione.
Da una parte, dunque, l’indagine della Procura sulle presunte alterazioni della documentazione Aedes; dall’altra, il possibile ricorso contro l’ordinanza di liberazione degli immobili. Al centro restano una ricostruzione attesa da anni e un finanziamento pubblico superiore ai tre milioni di euro.
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