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Rifiuti, va avanti la riforma. Ma resta aperta la porta ai sub ambiti

· di Andrea
Rifiuti, va avanti la riforma. Ma resta aperta la porta ai sub ambiti
Rifiuti,la riforma va avanti. Ma resta aperta la porta ai sub-ambiti L’AQUILA, 8 ottobre 2026 – La maggioranza di centrodestra trova la sintesi sulla riforma del sistema regionale dei rifiuti e prova a chiudere una partita che nelle ultime settimane aveva alimentato tensioni e prese di posizione da parte di diversi territori. Il punto di equilibrio arriva con un emendamento proposto dal presidente della Regione Marco Marsilio, condiviso e sottoscritto dalla maggioranza, che fissa al 31 dicembre 2027 il termine entro il quale AGIR dovrà approvare il Piano d’Ambito, lasciando successivamente aperta la possibilità di istituire sub-ambiti territoriali di dimensione sub-provinciale, qualora ne ricorrano le condizioni territoriali, amministrative ed economiche. Emendamento approvato poco dopo le 20. Una mediazione che consente alla Regione di confermare l’impianto della riforma, senza però chiudere la porta alle richieste arrivate dai sindaci, soprattutto dalle aree interne e periferiche, preoccupati che un’organizzazione su scala provinciale potesse non tenere sufficientemente conto delle specificità locali. Marsilio ha affidato al consigliere delegato ai Rifiuti, Nicola Campitelli, il compito di individuare una formulazione capace di rispondere alle sollecitazioni dei territori. La soluzione individuata mantiene come riferimento la dimensione provinciale prevista dalla normativa nazionale, ma introduce una clausola di flessibilità nel caso in cui, entro la scadenza fissata, non si riesca a raggiungere un’intesa soddisfacente. “La maggioranza di centrodestra va avanti nella riforma del ciclo dei rifiuti”, ha sottolineato Marsilio, ribadendo che il percorso dovrà proseguire “nel rispetto e nell’ascolto” dei territori. Il presidente ha inoltre ricordato il ruolo centrale dei sindaci, chiamati a confrontarsi all’interno degli organismi di AGIR per individuare l’assetto più adeguato. Il principio resta quello del superamento della frammentazione e della costruzione di ambiti sufficientemente ampi da garantire economie di scala, efficienza del servizio e tariffe sostenibili. Allo stesso tempo, l’emendamento riconosce che le caratteristiche dell’Abruzzo possono rendere necessario, in determinate realtà, un modello territoriale più articolato. Il ruolo dei sindaci Uno dei punti ribaditi dalla maggioranza riguarda il ruolo dei Comuni. Saranno i sindaci, attraverso le assemblee di AGIR e secondo il meccanismo del voto ponderato, a discutere e approvare il Piano d’Ambito e le relative linee guida. Una volta definito l’ambito territoriale, spetterà inoltre agli stessi Comuni scegliere le modalità di affidamento del servizio, tra gara aperta al mercato, gara a doppio oggetto e affidamento diretto in house, laddove ne ricorrano i presupposti previsti dalla legge. Nel caso della gestione attraverso una società consortile, saranno quindi gli stessi Comuni a definire il percorso organizzativo e le regole di governo, nel rispetto delle disposizioni normative e del principio di pari dignità tra i territori. La sintesi raggiunta viene rivendicata anche dai rappresentanti della maggioranza. Massimo Verrecchia, Marianna Scoccia, Mario Quaglieri e Luciano Marinucci hanno espresso soddisfazione per una soluzione che, a loro giudizio, permette di conciliare la necessità di una riforma complessiva con le esigenze delle diverse aree della regione. “L’ascolto, il confronto e soprattutto la concretezza dimostrati dal presidente e dalla maggioranza consentono oggi di proseguire il percorso di riforma con maggiore serenità”, hanno sostenuto, ringraziando i sindaci che hanno contribuito al confronto al di là delle appartenenze politiche. Rossi: “Ha prevalso il buon senso” Sulla stessa linea Maria Assunta Rossi, che definisce l’approvazione dell’emendamento “una vittoria del buon senso e dell’interesse generale”. Per Rossi, il percorso deve puntare a superare la frammentazione e rafforzare il sistema senza penalizzare le singole realtà. L’obiettivo indicato è quello di costruire una gestione capace di mettere in comune competenze e risorse, aumentare la capacità di programmazione, favorire economie di scala e rafforzare il potere contrattuale. La consigliera pone inoltre l’accento sulla necessità di garantire una rappresentanza adeguata dei diversi territori e di evitare qualsiasi disparità tra aree considerate più forti e realtà interne o periferiche. Ora la sfida è il 2027 La partita, dunque, non è ancora conclusa. Il termine del 31 dicembre 2027 rappresenta il nuovo punto di riferimento per arrivare all’approvazione del Piano d’Ambito e definire concretamente l’assetto futuro del servizio.
Da una parte c’è la necessità di superare la frammentazione e costruire un sistema più integrato, efficiente e capace di investire. Dall’altra resta la richiesta dei territori di non perdere capacità decisionale e di salvaguardare le specificità delle diverse aree abruzzesi. La soluzione approvata prova a tenere insieme entrambe le esigenze: un sistema regionale più forte e organizzato, ma con la possibilità di articolazioni territoriali più ristrette quando le condizioni lo rendano necessario. Il vero banco di prova sarà ora il confronto all’interno di AGIR. Saranno i sindaci, nei prossimi mesi, a dover trasformare la mediazione politica raggiunta in un modello organizzativo concreto. E proprio dal loro confronto dipenderà la capacità della riforma di passare dalla sintesi politica alla gestione effettiva del ciclo dei rifiuti. La sfida, in definitiva, sarà dimostrare che superare la frammentazione non significa cancellare le differenze tra i territori, ma riuscire a governarle dentro un progetto comune.

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