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Rifiuti, prima il Centro Abruzzo. Oggi il giorno della verità

· di Andrea
Rifiuti, prima il Centro Abruzzo. Oggi il giorno della verità
Votare l’emendamento a favore dei sub ambiti di Sulmona e Avezzano o, quantomeno, astenersi. È l’appello rivolto alle consigliere regionali Antonietta La Porta e Maria Assunta Rossi, a poche ore dal Consiglio regionale chiamato a discutere la nuova legge sulla gestione dei rifiuti, che non prevede ambiti sub provinciali. Una richiesta politica precisa, emersa al termine del confronto tra i sindaci del Centro Abruzzo: tradurre la posizione sottoscritta dagli amministratori in un impegno concreto nell’aula regionale. L'emendamento è frutto di un lavoro condiviso che porta la firma anche della vice presidente del consiglio regionale Marianna Scoccia, portavoce in Regione della battaglia. I sindaci della Valle Peligna, insieme a quelli marsicani favorevoli ai sub ambiti, chiedono di salvaguardare l’autonomia dei territori nelle scelte sul servizio e sul futuro delle società pubbliche. «Diteci domani che cosa voterete», è la sollecitazione arrivata dalla riunione. Con una contestazione anche alla definizione di “dissidenti” attribuita agli amministratori contrari all’ambito unico provinciale: «In realtà siamo la maggioranza di un territorio». La Porta e Rossi, invitate all’incontro, non erano presenti. Il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, ha precisato di averle contattate anche telefonicamente e che entrambe avevano segnalato impegni concomitanti. Ha inoltre chiarito di non avere conoscenza di loro dichiarazioni pubbliche dalle quali dedurre una posizione contraria a quella dei sindaci. Le assenze hanno comunque segnato il dibattito. Il sindaco di Roccacasale, Enrico Pace ha parlato di un’occasione mancata per ascoltare le ragioni di chi sostiene una soluzione diversa. «Mi sarei aspettato di potermi confrontare con chi in questo momento la pensa diversamente da noi», ha osservato, sottolineando che un contraddittorio avrebbe potuto chiarire i punti più complessi della riforma. Tirabassi ha invece valorizzato la partecipazione degli amministratori e la compattezza espressa dalla Valle Peligna, con il sostegno di Comuni dell’Alto Sangro, della Valle del Sagittario e della Valle Subequana. «Quando ci si vede non è mai un’occasione perduta», ha detto, ribadendo l’utilità di confermare una posizione comune prima del passaggio regionale. Al centro delle preoccupazioni c’è il futuro del Cogesa. Tirabassi ha spiegato che la sua presa di posizione è nata anche dall’aver appreso, attraverso canali non ufficiali, di una possibile futura fusione per incorporazione della società sulmonese nell’Asm dell’Aquila. Un’ipotesi che, secondo il sindaco, avrebbe richiesto anzitutto un confronto con i Comuni interessati. «Di tutto si può parlare, però bisogna farlo con gli interlocutori giusti e nei modi giusti», ha affermato. La richiesta di reintrodurre i sub ambiti nasce dunque anche dal timore che l’ambito unico provinciale possa favorire operazioni societarie non condivise dal territorio.
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La vice presidente del consiglio regionale e sindaca di Prezza, Marianna Scoccia, ha rivendicato il carattere territoriale della battaglia, anche all’interno della propria maggioranza. «Il territorio viene prima di tutto», ha dichiarato, contestando un percorso che, a suo giudizio, non ha garantito un confronto adeguato con gli amministratori locali. Scoccia ha richiamato un verbale dell’Asm nel quale, secondo quanto riferito durante l’incontro, compariva il riferimento alla fusione per incorporazione del Cogesa. Un elemento che ha alimentato l’allarme dei sindaci, preoccupati per il futuro degli impianti e della discarica, considerati il risultato di anni di investimenti dei Comuni del Centro Abruzzo. La consigliera ha anche riferito di interlocuzioni con i colleghi regionali Massimo Verrecchia e Giorgio Marinucci per cercare una mediazione. «La mediazione che si dovrà trovare è solo ed esclusivamente a tutela del nostro territorio», ha assicurato. Nel confronto è entrata anche la posizione dei sindacati. Tirabassi ha espresso perplessità per una nota unitaria che, secondo la sua ricostruzione, indica nell’ambito provinciale la soluzione per garantire occupazione ed efficienza delle società. Di Nino e Scoccia hanno sostenuto invece che la tutela dei lavoratori debba essere assicurata indipendentemente dalla scelta degli ambiti. Di Nino ha infine ricordato il momento delicato attraversato dal Cogesa, impegnato in un percorso di composizione negoziata per affrontare la crisi debitoria. Una fase che, secondo la sindaca, rende ancora più necessario un confronto informato e un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i rappresentanti del territorio. Da qui l’appello conclusivo da parte del sindaco di Campo di Giove Michele di Gesualdo a La Porta e Rossi, condiviso da tutti gli altri sindaci: sostenere l’emendamento sui sub ambiti o almeno astenersi. E chissà che la battaglia sui rifiuti non abbia ripercussioni anche sulla maggioranza del governo regionale
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