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Riciclaggio, maxi sequestro da mezzo milione. Professionista nel mirino di sodalizio criminale

· di Andrea
Riciclaggio, maxi sequestro da mezzo milione. Professionista nel mirino di sodalizio criminale
### Riciclaggio, sequestro da mezzo milione. Professionista sulmonese nel mirino del sodalizio criminale#### Oltre mezzo milione di euro trasferiti nell'arco di un anno, con bonifici da 30 e 50 mila euro effettuati a cadenza quasi bimestrale e destinati a conti correnti riconducibili a terze persone anche loro truffate. È il quadro al centro di un'indagine della Procura della Repubblica di Sulmona che coinvolge un professionista di 50 anni, finito, secondo la ricostruzione investigativa, nel mirino di un sodalizio criminale. A insospettire i familiari e gli operatori dell'istituto di credito sarebbero stati alcuni movimenti anomali. Operazioni consistenti e ripetute, difficili da ricondurre alla normale attività finanziaria dell'uomo. Gli approfondimenti avrebbero così consentito di ricostruire un flusso di denaro complessivo superiore al mezzo milione di euro. Il professionista sarebbe stato avvicinato con la prospettiva di realizzare investimenti redditizi. Le richieste di denaro, secondo gli elementi finora raccolti, sarebbero diventate progressivamente più frequenti e onerose: ogni due mesi circa sarebbero stati indicati nuovi importi da trasferire, fino a raggiungere in alcuni casi 30 o 50 mila euro per singola operazione. Le somme sarebbero confluite su conti correnti accesi da soggetti terzi e, secondo l'ipotesi investigativa, utilizzati nell'ambito di un sistema destinato alla movimentazione e al riciclaggio di denaro. Resta da ricostruire l'intero percorso delle somme e soprattutto da individuare i destinatari finali. La Procura di Sulmona ha disposto il sequestro dei conti correnti dell'uomo ed il materiale acquisito sarà ora esaminato per ricostruire la rete di rapporti e i contatti intrattenuti nel periodo preso in esame. Un'attenzione particolare sarà riservata alle chat, che potrebbero contenere indicazioni sui versamenti, sugli estremi dei conti e sulle persone che avrebbero gestito i rapporti con il professionista. L'incrocio tra le comunicazioni e la documentazione bancaria dovrà chiarire anche il ruolo del cinquantenne. Gli investigatori dovranno stabilire se fosse consapevole della destinazione delle somme oppure se sia stato a sua volta una vittima, progressivamente coinvolta in un meccanismo finanziario fondato sulla promessa di investimenti e guadagni come pare che sia. È proprio questo uno dei punti centrali dell'inchiesta. La presenza di conti riconducibili a persone con precedenti costituisce un elemento di attenzione, ma dovrà essere verificata la posizione dei singoli titolari e la loro eventuale consapevolezza circa l'origine e la destinazione del denaro.
L'ipotesi è che dietro le richieste rivolte al professionista possa esserci una struttura organizzata, capace di intercettare ingenti somme e farle transitare attraverso diversi rapporti bancari. A raccontare la storia del presunto raggiro potrebbero essere soprattutto i numeri dei bonifici e le conversazioni contenute negli strumenti informatici sequestrati: da una parte il denaro, dall'altra le richieste che avrebbero scandito per più anni i rapporti con chi lo avrebbe convinto a continuare a versare somme sempre più consistenti.

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