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Ressa per il De Nino-Morandi. In corsa 70 imprese per i lavori

· di Andrea
Ressa per il De Nino-Morandi. In corsa 70 imprese per i lavori
L’intervento, dal valore di 6,5 milioni di euro, riguarda l’edificio scolastico di via D’Andrea, chiuso dal 2014. La Provincia ora dovrà verificare la documentazione presentata Sono 68 le imprese che hanno risposto all’avviso pubblicato lo scorso 27 giugno dalla Provincia dell’Aquila per l’affidamento dei lavori di ristrutturazione dell’istituto De Nino-Morandi di Sulmona. Un numero particolarmente elevato, che testimonia l’interesse per un appalto dal valore complessivo di circa sei milioni e mezzo di euro, ma che renderà complessa la fase di verifica delle offerte e dei requisiti. La commissione dovrà ora esaminare la documentazione presentata da ciascuna azienda, verificandone la conformità alle condizioni previste dal bando. L’esito della procedura rappresenta comunque un passaggio storico per il futuro dell’edificio scolastico di via D’Andrea, chiuso ormai da quasi dodici anni. «Si tratta di un risultato storico», ha commentato il presidente della Provincia, Angelo Caruso, ricordando gli ostacoli che hanno rallentato il percorso. «Abbiamo avuto diverse difficoltà, sia sul piano giudiziario, con il dissequestro disposto soltanto lo scorso anno, sia su quello procedurale, a causa delle modifiche apportate al progettoᄏ. A complicare ulteriormente l’iter è stato anche il passaggio di consegne con il Provveditorato alle Opere pubbliche. Nel 2017 l’ente era stato individuato come soggetto attuatore per la realizzazione dei lavori, ma nel 2022 la Provincia aveva revocato la convenzione. Da quel momento è iniziato un lungo rimpallo di carte e responsabilità, concluso con la convocazione di una conferenza dei servizi chiamata a esaminare e rivedere il progetto. Durante il passaggio di consegne erano infatti emerse alcune incongruenze relative alla collocazione dell’ascensore e della centrale termica. Anomalie che hanno bloccato l’iter e costretto tecnici e uffici a rimettere mano alla progettazione. La storia dell’edificio risale al 17 ottobre 2014, quando la Guardia di finanza dell’Aquila appose i sigilli nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica del capoluogo abruzzese. Il procedimento si è concluso nel 2023 con il proscioglimento dei sette imputati per intervenuta prescrizione. Nel frattempo, la popolazione scolastica era stata trasferita inizialmente all’Istituto tecnico industriale di Pratola Peligna. Nel 2022 gli studenti sono rientrati a Sulmona, nella sede di viale Mazzini, accanto agli uffici della Asl. Ad attendere l’avvio concreto dei lavori c’è anche Franco D’Amico, divenuto negli anni il simbolo della mobilitazione per la riapertura dell’istituto. In qualità di portavoce del comitato degli ex docenti, nel 2024 aveva portato in piazza un centinaio di studenti per chiedere tempi certi e il ritorno nella sede storica.
Nel frattempo, con un apposito decreto, il presidente Caruso ha prorogato fino al 2028 l’utilizzo dei locali di viale Mazzini da parte dell’istituto, attraverso l’accordo con la società S. Antonio Srl. «È un atto dovuto», ha spiegato Caruso, perché consentirà alla popolazione scolastica di avere una sede disponibile durante l’esecuzione dei lavori, garantendo continuità didattica e sicurezza per i prossimi anni.

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