Reati, solo un lieve calo. Le duemila ragioni del Tribunale
· di Andrea

Il 2025 si è chiuso con oltre duemila notizie di reato iscritte sul registro della Procura della Repubblica del tribunale peligno. Nel 2026 il dato risulta leggermente in calo, ma resta comunque vicino a quota duemila, confermando un andamento che evidenzia la necessità di mantenere attivo il presidio giudiziario.
A ribadirlo è stata la neo presidente del tribunale, Maria Antonia Garzia, che nel suo discorso di insediamento ha indicato tre ragioni fondamentali per salvaguardare stabilmente l’ufficio: le difficoltà di collegamento delle aree interne, la funzione di presidio di legalità e la capacità di un tribunale di dimensioni contenute di garantire risposte tempestive.
«La giustizia di prossimità non è un privilegio, ma una declinazione concreta dell’articolo 24 della Costituzione», ha affermato Garzia. Un’eventuale chiusura, secondo la presidente, trasferirebbe su cittadini, professionisti, persone fragili e forze dell’ordine i costi e i disagi degli spostamenti verso altre sedi giudiziarie.
Il passaggio più critico riguarda il personale amministrativo. La pianta organica dei magistrati, ha spiegato la presidente, è rimasta invariata, mentre quella del personale del tribunale e della Procura risulta di fatto inesistente: i dipendenti sono formalmente assegnati alla Corte d’Appello. «Dal punto di vista amministrativo, noi siamo un tribunale fantasma», ha dichiarato Garzia, sollecitando un intervento per porre rimedio a quella che ha definito una vera anomalia.
I numeri confermano inoltre un’intensa attività giudiziaria. Sono in crescita gli arresti in flagranza: solo nell’ambito della lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti, nel corso dell’anno, 37 persone sono finite in manette. Sul fronte della violenza di genere si contano invece dodici provvedimenti cautelari, nove divieti di avvicinamento e tre custodie cautelari in carcere.
Fino al 2023 le notizie di reato iscritte erano circa 1.500, come conferma il procuratore capo Luciano D’Angelo, che negli ultimi mesi ha riacceso i riflettori sull’importanza del presidio giudiziario. Un’attività che si è concentrata su vicende di grande rilievo, dal caso delle sorelline scomparse e poi ritrovate fino all’incendio del Morrone, le cui indagini procedono senza sosta.
Numeri e vicende giudiziarie restituiscono dunque l’immagine di un ufficio tutt’altro che marginale. Al contrario, il tribunale peligno continua a rappresentare un punto di riferimento essenziale per il territorio, sia sul piano della tutela dei cittadini sia su quello del contrasto alla criminalità.
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