Raggirata dal finto malato oncologico, donna versa 100 mila euro in un anno. Indaga la polizia
· di Andrea


Per circa un anno avrebbe consegnato denaro a un uomo conosciuto per strada, convinta di trovarsi davanti a una persona in gravi difficoltà e affetta da una malattia oncologica. La vicenda, ora al vaglio della polizia, si sarebbe tradotta in una truffa da circa 100mila euro ai danni di una donna straniera di 65 anni.
A far emergere il caso sono stati alcuni familiari della donna, che avrebbero notato movimenti anomali sul suo conto corrente. Dopo averla convinta, non senza difficoltà, a rivolgersi alle forze dell’ordine, i parenti hanno accompagnato la 65enne in commissariato, dove avrebbe raccontato quanto accaduto.
Secondo la ricostruzione finora acquisita dagli investigatori, l’uomo avrebbe conquistato gradualmente la fiducia della donna presentandosi come una persona bisognosa di aiuto e sostenendo di essere malato. I due avrebbero approfondito la conoscenza fino a scambiarsi i recapiti telefonici. Per contattare la 65enne, il presunto truffatore avrebbe utilizzato l’applicazione Signal.
Spinta dalla volontà di aiutarlo, la donna gli avrebbe consegnato diverse somme di denaro nel corso dei mesi. L’importo complessivo, secondo una prima stima, si aggirerebbe intorno ai 100mila euro.
Sulla vicenda sono in corso gli accertamenti della Squadra anticrimine del Commissariato di Sulmona. Gli investigatori stanno ricostruendo i rapporti tra la donna e il presunto truffatore, verificando i movimenti finanziari e accertando l’eventuale coinvolgimento di altre persone.
Quello del falso bisognoso è uno dei meccanismi più utilizzati dai truffatori per fare leva sulla generosità e sulla sensibilità delle vittime. Il raggiro può basarsi sulla simulazione di una grave difficoltà economica, di un problema familiare o di una malattia, con l’obiettivo di ottenere denaro.
In altri casi, la stessa tecnica viene utilizzata come diversivo: il malintenzionato può fingere un malore, una caduta o un’emergenza per attirare l’attenzione della vittima. Mentre questa è impegnata a prestare soccorso, un eventuale complice può approfittarne per sottrarre borsa, portafogli o altri oggetti di valore.
Si tratta di una modalità particolarmente insidiosa perché sfrutta un comportamento positivo, ovvero la disponibilità ad aiutare chi appare in difficoltà. Nel caso di Sulmona, saranno gli ulteriori accertamenti della polizia a chiarire l’esatta dinamica della vicenda e a stabilire eventuali responsabilità.
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