Ragazzina abusata e ricattata. Cure in carcere per il 14enne condannato
· di Andrea

Il Tribunale di sorveglianza ha disposto per il 14enne di Sulmona, condannato per gli abusi ai danni di una dodicenne, una misura che coniuga l'esecuzione della pena con un percorso terapeutico in una struttura idonea. La decisione arriva dopo i segnali di scompenso manifestati dal ragazzo durante il periodo trascorso in comunità. La soluzione individuata dai giudici punta quindi a consentire al minore di proseguire l'esecuzione della condanna all'interno di un contesto nel quale possa ricevere anche l'assistenza specialistica necessaria, come richiesto dalla difesa, rappresentata dall'avvocato Alessandro Margiotta. Si tratta di una misura ibrida e alternativa che prevede la comunità terapeutica in carcere.
Il 14enne era stato condannato lo scorso aprile dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila a quattro anni e sei mesi di reclusione. Il giovane, che aveva scelto il rito abbreviato, ha successivamente rinunciato all'appello, rendendo definitiva la sentenza e beneficiando della riduzione di un sesto della pena, per un totale di 46 mesi.
La vicenda giudiziaria riguarda le violenze subite da una dodicenne di Sulmona tra aprile e agosto del 2025. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato negli atti del procedimento, la ragazzina sarebbe stata sottoposta per mesi ad abusi e costrizioni sessuali, anche attraverso minacce legate alla diffusione di immagini e video. Uno dei filmati sarebbe poi stato condiviso in una chat di messaggistica tra coetanei. La scoperta della diffusione del video aveva spinto la minore a chiedere aiuto attraverso il numero 114, dedicato alle emergenze per l'infanzia. La segnalazione aveva fatto scattare gli accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Sulmona, che avevano sequestrato telefoni e altri dispositivi elettronici. Il 24 ottobre 2025 erano stati arrestati tre giovanissimi; il 14enne, un 17enne e un 18enne. Nel corso dell'inchiesta la dodicenne era stata ascoltata in incidente probatorio, confermando le accuse e ricostruendo davanti ai giudici il periodo durante il quale, secondo la sua testimonianza, gli abusi si sarebbero ripetuti per diversi mesi. Le indagini avevano riguardato, a vario titolo, ipotesi di violenza sessuale aggravata e di gruppo, atti sessuali con minorenne, produzione di materiale pedopornografico e atti persecutori.
Dopo una prima permanenza negli istituti penitenziari minorili, i due imputati minorenni erano stati trasferiti in comunità. Per il 14enne, dopo la condanna e la rinuncia all'appello, il percorso proseguirà ora secondo la misura disposta dal Tribunale di sorveglianza, con l'obiettivo di conciliare l'esecuzione della pena con la necessità di un trattamento terapeutico in una struttura adeguata.
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