Pulizie alla Marelli, a casa 12 lavoratori. Ricorso d'urgenza in Tribunale
· di Andrea

Pulizie Marelli, dodici lavoratori esclusi dal nuovo appalto ricorrono al Tribunale
Dopo oltre un anno di vertenza, tra riduzione delle ore, cassa integrazione, ritardi nei pagamenti, scioperi e stati di agitazione, la vicenda dei lavoratori impiegati nei servizi di pulizia dello stabilimento Marelli di Sulmona arriva in Tribunale.
Sono dodici i dipendenti dell'ex Albasan rimasti fuori dal nuovo appalto per le pulizie dello stabilimento che, assistiti dai legali indicati da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti, hanno presentato un ricorso d'urgenza al giudice del lavoro del Tribunale di Sulmona, chiedendo il reintegro.
Secondo i sindacati, la vicenda è legata al passaggio dell'appalto da Albasan Srl ad Alba.san Service Srl, avvenuto nell'aprile scorso. Le organizzazioni contestano il mancato rispetto delle procedure previste dal contratto collettivo per i cambi di appalto e la mancata applicazione della clausola di salvaguardia occupazionale. La nuova società sarebbe inoltre riconducibile alla stessa famiglia dell'impresa uscente.
Sempre secondo i sindacati, soltanto una parte dei dipendenti sarebbe stata chiamata a sottoscrivere il nuovo contratto, dopo aver presentato le dimissioni dall'azienda precedente. Tra gli esclusi ci sarebbero anche i tre rappresentanti sindacali aziendali dell'appalto. Le circostanze sono ora sottoposte alla valutazione del giudice. Il Tribunale dovrebbe pronunciarsi entro trenta giorni.
La vertenza era iniziata nel dicembre 2024, quando il servizio di pulizia dello stabilimento era affidato alla Service Sky, con appalto in scadenza il 31 dicembre. La nuova gara aveva assegnato il servizio alla Albasan, società di Cassino. La Service Sky aveva avviato una procedura di licenziamento collettivo, mentre i sindacati avevano proclamato uno sciopero.
Il 16 dicembre la procedura venne revocata e lo sciopero sospeso. Due giorni dopo, al tavolo convocato dalla Regione Abruzzo, venne raggiunto un accordo per il riassorbimento da parte di Albasan di tutti i 24 lavoratori del servizio, alle stesse condizioni economiche e contrattuali.
Nei mesi successivi, però, la situazione si complicò. Con l'ingresso di Albasan si registrò una forte riduzione dell'attività. Nel marzo 2025 i sindacati denunciarono l'aumento della cassa integrazione dal 50 al 70 per cento e l'impiego di alcuni lavoratori con contratti a chiamata.
A febbraio era stato proclamato lo stato di agitazione, seguito dallo sciopero degli addetti alle pulizie. A marzo furono indetti altri tre giorni di sciopero, con un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento. Per il 26 marzo vennero inoltre proclamate quattro ore di astensione dal lavoro per turno da parte degli altri dipendenti Marelli.
La riduzione della produzione dello stabilimento di Sulmona ebbe conseguenze anche sull'attività degli addetti alle pulizie. Nel maggio 2025 i sindacati denunciarono buste paga ridotte, in alcuni casi, a 150-300 euro mensili per effetto della diminuzione delle ore lavorate e del ricorso agli ammortizzatori sociali.
Nel settembre 2025 vennero segnalati ulteriori ritardi nel pagamento degli stipendi. La situazione della società appaltatrice si aggravò fino al marzo 2026, quando Albasan comunicò ai sindacati di aver presentato un'istanza di concordato preventivo al Tribunale di Cassino. Il tribunale nominò un commissario giudiziale.
Contestualmente venne comunicata la scadenza dell'appalto Marelli, fissata al 31 marzo, e l'ingresso di una nuova società. È in questa fase che si colloca l'esclusione dei dodici lavoratori che ora chiedono al giudice del lavoro il reintegro.
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