Presidi montani senza ambulanza. Infermieri da Pratola per due settimane
· di Andrea

La Asl 1 prova a mettere una toppa all'emergenza infermieristica che sta mettendo a rischio la continuità dei servizi sanitari nei centri montani. Dopo la sospensione, dal primo settembre, del servizio garantito dalla Croce Verde di Pratola Peligna a Scanno, Campo di Giove e Navelli, questa mattina si è tenuto un vertice per individuare una soluzione immediata e scongiurare un ulteriore aggravamento della situazione.
Al tavolo si sono confrontati il direttore generale della Asl 1 Paolo Costanzi, il sindaco di Scanno Giovanni Mastrogiovanni, il sindaco di Campo di Giove Michele Di Gesualdo e i rappresentanti della Croce Verde di Pratola Peligna. Al centro della riunione soprattutto la carenza di personale infermieristico, che rende difficile garantire la piena operatività dei servizi.
La prima soluzione individuata prevede di utilizzare, per un periodo iniziale di due settimane, gli infermieri attualmente disponibili nella postazione di Pratola Peligna, destinandoli temporaneamente ai presidi di Scanno e Campo di Giove. Una misura d'emergenza pensata per garantire la continuità dell'assistenza mentre si lavora a una soluzione più stabile.
Ma la Asl guarda anche oltre l'emergenza. È infatti previsto un avviso pubblico interno per il reclutamento di infermieri con almeno un anno di esperienza professionale. L'obiettivo è reperire rapidamente personale qualificato da destinare ai presidi che necessitano di rinforzi.
Per rendere possibile il piano, Costanzi ha chiesto alla Regione un incremento del limite di spesa necessario per ingaggiare gli infermieri e procedere con nuove assunzioni.
«Non vogliamo arrivare alle vie legali», ha sottolineato il direttore generale, spiegando che la Asl ha già predisposto anche un piano B. L'ipotesi prevede di coprire temporaneamente la postazione di Pratola Peligna attraverso il 118 di Sulmona, sfruttando la vicinanza orografica tra i due centri. In questo modo gli infermieri disponibili a Pratola potrebbero essere spostati nei presidi di Scanno e Campo di Giove.
Una proposta condivisa dai sindaci, che ora dovrà essere sottoposta alla valutazione della Croce Verde. "La partita resta dunque aperta, ma l'obiettivo è chiaro: evitare nuovi stop e garantire ai cittadini dei territori montani servizi sanitari essenziali"- sottolinea il primo cittadino del borgo lacustre Mastrogiovanni
Il piano rappresenta una soluzione temporanea, ma il problema resta strutturale. Senza un rafforzamento degli organici, infatti, il rischio è che l'emergenza possa ripresentarsi a breve. Per questo l'avviso interno e la richiesta di maggiori risorse alla Regione diventano passaggi decisivi per dare una risposta duratura alla carenza di infermieri.
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