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Premio Borsellino per il direttore Maurizio Scelli

· di Andrea
Premio Borsellino per il direttore Maurizio Scelli
Premio Borsellino per il direttore Maurizio Scelli
C'è anche il sulmonese Maurizio Scelli, unico abruzzese, ra i premiati della XXXIV edizione del Premio Nazionale Paolo Borsellino, nella sezione dedicata all’impegno civile. Un premio che assume carattere di assoluto rilievo in tema di legalità e prevenzione. Il riconoscimento sarà conferito nel capoluogo abruzzese il prossimo venerdì. Avvocato e attuale direttore dell’Agenzia regionale di Protezione Civile dell’Abruzzo, Scelli viene riconosciuto per una lunga esperienza maturata nel campo del volontariato, delle emergenze e delle missioni umanitarie. Il riconoscimento si inserisce nel percorso di un premio che richiama i valori della legalità, della memoria e della responsabilità sociale, ispirandosi alla figura del magistrato Paolo Borsellino e al suo impegno nella lotta alla criminalità organizzata.
Una parte significativa del percorso di Scelli è legata alla Croce Rossa Italiana, della quale è stato commissario straordinario. Durante il suo mandato ha seguito attività di soccorso e interventi umanitari in contesti complessi, tra cui il terremoto del Molise, lo tsunami nell’Oceano Indiano e la crisi in Iraq. Esperienze differenti, accomunate dalla necessità di coordinare persone e risorse in situazioni difficili, nelle quali la tempestività degli interventi e l’organizzazione dei soccorsi assumono un ruolo determinante. Questa esperienza costituisce uno degli elementi centrali del profilo con cui Scelli viene presentato tra i destinatari del premio: un percorso professionale nel quale l’assistenza alle persone e la gestione delle emergenze rappresentano aspetti ricorrenti. Nel suo attuale incarico alla guida dell’Agenzia regionale di Protezione Civile dell’Abruzzo, Scelli opera in un ambito nel quale prevenzione, coordinamento e capacità di risposta alle emergenze sono fondamentali per la tutela del territorio e della popolazione. Il lavoro della Protezione Civile richiede collaborazione tra istituzioni, amministrazioni locali, operatori e volontari. La preparazione agli eventi critici, la gestione delle risorse e l’informazione ai cittadini sono componenti essenziali di un sistema chiamato a intervenire prima, durante e dopo le situazioni di pericolo.
Un premio che pone Scelli al pari di personalità di rilievo. Tra i premiati spiccano Liliana Segre, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo, il vicedirettore dell’Aisi Ignazio Gibilaro e l’esperienza di “Liberi di scegliere”. Accanto a Segre, Melillo, Luongo e Gibilaro, tra i riconoscimenti per la legalità figurano quelli a Giancarlo Di Vincenzo, prefetto e vicedirettore generale della Pubblica sicurezza, Claudia Caramanna, procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Palermo, Marco Bisogni, componente togato del Csm, Augusto Zaccariello, dirigente generale della Polizia penitenziaria, Claudio Sgaraglia, prefetto di Milano, e Gaetano Bonaccorso, questore di Bologna. Il Premio, però, negli anni ha allargato il proprio campo oltre il contrasto alle mafie in senso stretto. Per la cultura saranno premiati Leo Gullotta, Riccardo Milani e Rinaldo Tordera; per l’impegno civile Rossella Governa, Iolanda Seri e lo stesso Maurizio Scelli. Un riconoscimento per l’impegno sociale andrà a don Alberto Conti, mentre per la memoria sarà premiata l’associazione Memorial Day. “La legalità non è un evento che si celebra un giorno, ma è una scelta di vita tutti i giorni, 365 giorni l’anno”, ha sottolineato David Mancini durante la presentazione. Il senso della premiazione, ha spiegato, non è costruire una graduatoria tra esperienze diverse, quanto far incontrare persone impegnate nei rispettivi ambiti con le nuove generazioni. “La legalità non è un atto rivoluzionario, non è un atto missionario”, ha aggiunto Mancini, “la legalità è una scelta consapevole di vivere per il proprio e per l’altrui bene”.

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