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Precariato oltre i tre anni. La scuola dovrà risarcire un collaboratore scolastico

· di Andrea
Precariato oltre i tre anni. La scuola dovrà risarcire un collaboratore scolastico
Il ricorso reiterato ai contratti a tempo determinato non può diventare uno strumento per coprire esigenze lavorative ormai stabili e continuative. È questo, in sintesi, il principio alla base della decisione con cui il Tribunale di Sulmona ha riconosciuto l’illegittimità della successione di contratti stipulati con un collaboratore scolastico tecnico. Il lavoratore, 43 anni, svolgeva mansioni di addetto alle aziende agrarie presso una scuola di Pratola Peligna. Per diversi anni era stato impiegato nella stessa sede e sul medesimo posto di lavoro, senza tuttavia ottenere una stabilizzazione. ## Quattro incarichi annuali consecutivi Il rapporto con l’Amministrazione scolastica si era sviluppato attraverso diversi contratti a termine, tra supplenze fino al termine delle attività didattiche e incarichi annuali con scadenza al 30 agosto. In particolare, il collaboratore aveva lavorato per quattro anni scolastici consecutivi, dal 2020-2021 al 2023-2024, sempre nella stessa scuola e con le stesse mansioni. A questi incarichi si aggiungeva una precedente supplenza svolta nella medesima sede nell’anno scolastico 2018-2019.
Secondo il lavoratore, il ricorso complessivo ai contratti a tempo determinato aveva superato la soglia dei 36 mesi e non poteva più essere giustificato da esigenze occasionali o temporanee. Le assunzioni, considerate nel loro insieme, avrebbero infatti garantito la copertura di un posto necessario in modo continuativo. ## La decisione del Tribunale L’Amministrazione scolastica aveva chiesto il rigetto del ricorso, sostenendo la legittimità delle supplenze assegnate. Il Tribunale, però, ha accolto le ragioni del lavoratore. Nella decisione, il giudice ha sottolineato che la scuola può ricorrere ai contratti a termine per far fronte a necessità temporanee. Tale possibilità, tuttavia, non può essere utilizzata per mantenere una persona per anni in una situazione di precarietà, quando la successione degli incarichi dimostra l’esistenza di esigenze sostanzialmente permanenti. A risultare determinanti sono stati la continuità dell’impiego, la ripetizione degli incarichi nella stessa sede e l’assegnazione al medesimo posto di lavoro. Elementi che, secondo il Tribunale, hanno evidenziato un uso abusivo dei contratti a tempo determinato. ## Risarcimento di circa 20 mila euro Per l’illegittima reiterazione dei contratti, l’Amministrazione scolastica è stata condannata a risarcire il lavoratore con una somma pari a sette mensilità dell’ultima retribuzione, oltre agli interessi legali. L’importo complessivo del risarcimento ammonta a circa 20 mila euro. La pronuncia ribadisce quindi che la successione di supplenze può essere considerata illegittima quando, per durata, continuità e caratteristiche dell’incarico, finisce per mascherare un fabbisogno di personale stabile.

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