Post incendio: Morrone sotto esame. Arrivano gli esperti
· di Andrea

ROCCACASALE , 07 Settembre - Monitoraggio continuo e esperti in campo per evitare frane e rischi idrogeologici. Sul Monte Morrone l’incendio è entrato nella fase di bonifica, ma l’emergenza non può ancora considerarsi conclusa. La parola d’ordine resta una sola: non abbassare la guardia.
Proprio per questo, sul Morrone è tornato in azione l’Erickson, il super elicottero assegnato alle operazioni di bonifica. Dopo quattro giorni di indisponibilità, il velivolo è nuovamente operativo e sta svolgendo un lavoro decisivo nel contrasto alle braci che, qua e là, continuano ancora a dare segni di vita.
L’Erickson ha operato insieme al Lupo Grigio e a due Canadair, sostenendo il lavoro dei circa cinquanta uomini impegnati da terra. Vigili del fuoco, Protezione civile regionale e militari del Nono Reggimento Alpini stanno passando al setaccio le aree percorse dalle fiamme, con l’obiettivo di individuare e spegnere ceppaie, radici e ogni possibile punto caldo.
Non vengono al momento segnalati rischi di apertura di nuovi fronti. L’intera area è infatti sottoposta a un controllo continuo, giorno e notte, grazie anche ai droni di ultima generazione attivati dalla Protezione civile regionale attraverso volontari altamente specializzati.
La situazione viene considerata sotto controllo. Sono 91 gli sganci effettuati dai mezzi aerei, mentre l’estensione esatta della superficie boschiva andata in fumo sarà quantificata nelle prossime settimane da una task force attivata dalla Protezione civile.
«Guardia alta e pieno controllo di ogni minima possibile ripresa». È la linea indicata dal capo della Protezione civile regionale, Maurizio Scelli, che invita a mantenere «nervi saldi» e a non considerare chiusa l’emergenza finché tutti i rischi, anche quelli minimi, non saranno stati eliminati.
Per questo mezzi aerei e squadre da terra continuano a lavorare senza sosta, senza lasciare nulla al caso. La bonifica resta dunque la priorità, ma già si guarda alla fase successiva.
Forte della sua esperienza nella gestione di grandi emergenze nazionali e internazionali, Scelli sta infatti già pensando al post-emergenza, avvalendosi di specialisti di altissimo livello per valutare i possibili rischi idrogeologici legati agli effetti dell’incendio.
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