Picchia il "bullo" di otto anni per difendere il figlio. Nei guai 40enne
· di Andrea

Avrebbe picchiato un bimbo di otto anni per difendere il figlio minore. Protagonista della vicenda giudiziaria è un 40enne che è stato raggiunto da un avviso di garanzia da parte della procura della Repubblica di Sulmona. L'uomo rischia di finire sotto processo. La vicenda risale allo scorso 6 novembre. Stando alla ricostruzione effettuata dai carabinieri della compagnia di Castel di Sangro, comandata dal capitano Giuseppe Testa, è emerso che l'uomo di circa 40 anni, mentre si recava a scuola per riprendere il figlio, era venuto a conoscenza di una discussione tra minori e avrebbe aggredito il piccolo di otto anni.
«Papà guarda cosa mi ha fatto Andrea (nome di fantasia, ndc), mi ha rotto il braccialetto che mi avevano regalato per Halloween», sarebbe stata la frase pronunciata dal figlio dell’aggressore, mostrando il polso al genitore. Dopo aver appreso del torto ricevuto, il 40enne avrebbe agito in difesa del figlio, accanendosi contro il compagno di otto anni. Nei pressi dell’edificio scolastico e nello spazio che intercorre tra due vetture in sosta, il piccolo sarebbe stato avvicinato dal 40enne e preso a schiaffi in pieno volto per poi rifilargli anche un calcio. A quel punto il minore era finito a terra e la scena sarebbe avvenuta sotto gli occhi di altri adulti. A riportare la calma e a tranquillizzare il bimbo di otto anni erano stati i presenti fino all’arrivo sul posto dei genitori della persona offesa.
Il bambino, a quel punto, era stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Castel di Sangro dove i medici gli hanno poi riscontrato lesioni personali fortunatamente non gravi, poiché giudicate guaribili nel giro di una settimana. Tuttavia i problemi erano sorti a distanza di alcuni giorni. Il minore infatti, a causa dell’aggressione subita, aveva accusato alcuni disturbi del sonno tanto che i familiari, su consiglio di alcuni medici, avevano attivato un percorso psicologico. I genitori del minore si erano recati nella caserma dei carabinieri per presentare una denuncia di parte.
Il 40enne, dal canto suo, aveva già respinto le accuse e ora chiarirà la propria posizione.
L'uomo aveva riferito agli inquirenti di aver solo rimproverato il minore senza toccarlo con un dito dal momento che il figlio negli ultimi tempi era stato vittima di diversi episodi di bullismo sui quali è stata aperta un'inchiesta ad hoc
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