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Passa la notte con una quindicenne e la violenta. Condanna bis a 5 anni e 4 mesi per un imprenditore

· di Andrea
Passa la notte con una quindicenne e la violenta. Condanna bis a 5 anni e 4 mesi per un imprenditore
La Corte d’Appello dell’Aquila ha confermato integralmente la condanna inflitta dal gup del Tribunale di Sulmona, nel settembre 2024, a E.S , 50 anni, di Introdacqua. L’uomo dovrà scontare cinque anni e quattro mesi di reclusione per violenza sessuale, oltre a pagare le spese processuali e a risarcire la vittima, con la quantificazione del danno da stabilire in separata sede. I fatti risalgono al 20 settembre 2020. Secondo quanto ricostruito dalla Procura della Repubblica di Sulmona e dalla squadra anticrimine del commissariato di polizia, il 50enne avrebbe abusato di una ragazza di 15 anni, incontrata occasionalmente nell’abitazione della sorella. La giovane, secondo l’accusa, si trovava sotto l’effetto dell’alcol e l’uomo avrebbe approfittato delle sue condizioni, inducendola a subire e a compiere atti sessuali.
A riferire l’accaduto alle forze dell’ordine era stata la stessa ragazza, presentatasi successivamente all’ospedale di Sulmona per sottoporsi ad accertamenti sanitari. La sua versione è stata poi confermata nell’incidente probatorio disposto dalla Procura. Secondo il racconto della giovane, rimasta in uno stato di forte inibizione e immobilità, il rapporto si sarebbe consumato durante la notte trascorsa insieme all’uomo. Il giorno seguente i due si sarebbero salutati, ma nelle ore successive la ragazza avrebbe avuto un crollo psicologico, fino a confidarsi con i familiari. L'imputato ha sempre respinto le accuse. Nel corso del processo ha sostenuto di aver trascorso soltanto una decina di minuti con la ragazza. Ha confermato l’esistenza di un rapporto sessuale, negando però qualsiasi costrizione. Una tesi che non ha convinto i giudici d’appello, i quali hanno confermato il verdetto di primo grado. Il 50enne è difeso dall’avvocato Stefano Michelangelo. La ragazza, oggi 21enne, si è costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Uberto Di Pillo, chiedendo il risarcimento dei danni. Per l’imputato resta ora la possibilità di ricorrere in Cassazione, ultimo grado di giudizio chiamato a verificare eventuali violazioni di legge. In caso di condanna definitiva, considerata la natura ostativa del reato, non sarà possibile accedere all’affidamento in prova e per l'imputato si apriranno le porte del carcere.

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