Parroco derubato incontra i parrocchiani infedeli. Trenta chiamati a deporre
· di Andrea

**Amarezza e sconcerto a Castel di Sangro** per la scomparsa di circa 50mila euro dalle offerte raccolte negli ultimi tre mesi nella Basilica di San Giovanni Battista. Sul caso indagano i carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro, che stanno cercando di ricostruire la dinamica degli ammanchi e la destinazione delle somme.
Al centro degli accertamenti ci sono due uomini, un quarantenne e un cinquantenne, entrambi residenti in città e in passato stretti collaboratori della parrocchia. Il parroco, don Domenico Franceschelli, ha voluto incontrarli personalmente. I due hanno respinto ogni addebito, ma a loro carico ci sarebbero le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate all’interno della Basilica, ritenute dagli investigatori un elemento utile per chiarire la vicenda.
Sono circa trenta i fedeli convocati in caserma per fornire informazioni. Tra loro anche una professionista, assidua frequentatrice della messa domenicale, che ha commentato: «Sono due fedeli che hanno le chiavi della Basilica e quindi conoscono bene gli ambienti. Siamo tutti profondamente colpiti da questa vicenda perché non è un furto alle casse della chiesa: viene a mancare ciò che noi abbiamo donato alla parrocchia negli ultimi mesi».
Il parroco ha espresso tutta la propria amarezza: «Quando ho scoperto ciò che era accaduto c’è stato sicuramente un attimo di sconforto. Ho pensato a tante persone che donano liberamente quelle offerte per mantenere in vita le nostre attività pastorali. Non nascondo una profonda amarezza».
Le offerte rappresentano infatti un sostegno essenziale per le attività della parrocchia e per le iniziative rivolte alla comunità. L’episodio ha quindi suscitato particolare sconcerto, anche perché avrebbe coinvolto persone che conoscevano bene gli ambienti della Basilica.
Vicino alla parrocchia e ai fedeli si è schierato anche il sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso: «Confidiamo in un ravvedimento degli autori, perché il fatto è avvenuto in un luogo di culto in cui l’intera comunità si riconosce nei valori non solo cristiani, ma anche sociali».
Le indagini proseguono per accertare le responsabilità e chiarire ogni aspetto della vicenda.
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