Parrocchiani infedeli: spariscono 50mila euro di offerte. Indagati due collaboratori del parroco
· di Andrea


Sedie spostate, cassetti lasciati in disordine e banconote mancanti. Piccoli segnali che, con il passare del tempo, hanno alimentato i sospetti di don Domenico Franceschelli, parroco della chiesa di San Giovanni Battista di Castel di Sangro. Il sacerdote, però, non avrebbe mai immaginato che dietro la scomparsa delle offerte potessero esserci due persone a lui vicine, legate alla parrocchia da un rapporto di fiducia.
L'ammanco denunciato ammonterebbe a circa 50mila euro, una somma che sarebbe sparita nell'arco degli ultimi tre mesi dalle casse della parrocchia. Il denaro, secondo quanto riferito dal sacerdote nella denuncia presentata ai carabinieri della locale stazione, proveniva dalle offerte raccolte durante i sacramenti, dalle donazioni dei fedeli e dalle diverse attività parrocchiali.
Le indagini dei militari dell'Arma si sono concentrate su due uomini di 40 e 50 anni, cognati tra loro e a conoscenza delle abitudini della parrocchia, anche perché in possesso delle chiavi della chiesa.
Un elemento decisivo sarebbe arrivato dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza, acquisite dai carabinieri e analizzate nel corso degli accertamenti. I filmati avrebbero consentito di individuare i due uomini mentre sottraevano il denaro.
Per entrambi è scattata l'iscrizione nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Sulmona, con l'accusa di furto aggravato e continuato. Tra gli elementi contestati figura anche il rapporto di fiducia che i due avrebbero avuto con il parroco.
L'attività investigativa, coordinata dalla Procura, non è tuttavia conclusa. I carabinieri, comandati dal capitano Giuseppe Testa, stanno ascoltando in caserma numerosi parrocchiani come persone informate sui fatti, con l'obiettivo di raccogliere ulteriori elementi e verificare l'eventuale coinvolgimento di altre persone.
Resta quindi da chiarire se i due indagati abbiano agito da soli oppure se possano aver contato sulla complicità di terzi. La vicenda ha suscitato sconcerto tra i fedeli e nell'intera comunità di Castel di Sangro. «Ora sono più tranquillo, ma non sono stati giorni facili», ha confidato don Domenico Franceschelli, lasciando trasparire tutta l'amarezza per quanto accaduto. E sul finale, con una battuta che mescola ironia e delusione, ha aggiunto: «Questa volta non basterà un Padre Nostro».
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