Ospedale Sulmona, Corte dei Conti diffida la Asl. Servono 14 milioni per il riscatto del leasing
· di Andrea

# Ospedale di Sulmona, la Corte dei conti riapre il caso del leasing: per riscattarlo subito servono oltre 14 milioni
La magistratura contabile ha chiesto alla Asl di verificare la possibilità di chiudere in anticipo il contratto e acquisire la proprietà del nuovo corpo di fabbrica. L’importo esatto non è ancora stato definito.
Il nuovo ospedale di Sulmona potrebbe diventare definitivamente di proprietà della Asl prima della scadenza naturale del leasing. Per procedere al riscatto anticipato, però, servirebbero oltre 14 milioni di euro, secondo una prima ricostruzione interna dell’azienda sanitaria.
La cifra è ancora provvisoria. Uno dei soggetti finanziatori, nonostante le richieste della Asl, non avrebbe infatti fornito tutti i dati necessari per determinare con precisione il valore dell’operazione. Il conteggio definitivo dovrà essere ricostruito attraverso un incarico tecnico.
La questione è tornata all’attenzione della Corte dei conti nell’ambito della verifica sui conti della Asl 1 Abruzzo. Con la relazione di deferimento n. 390/25, acquisita dall’azienda il 23 dicembre 2025, la magistratura contabile ha chiesto chiarimenti sulla possibilità di esercitare anticipatamente l’opzione di riscatto prevista dal contratto di leasing stipulato nel 2014 per la realizzazione del nuovo corpo di fabbrica dell’ospedale SS. Annunziata di Sulmona.
L’operazione è stata realizzata attraverso la formula del leasing in costruendo. I soggetti privati hanno finanziato e realizzato l’opera, mentre l’azienda sanitaria ha assunto l’obbligo di pagare i canoni nel tempo. La proprietà dell’immobile resta al finanziatore fino all’eventuale riscatto finale.
Il contratto è stato sottoscritto il 15 luglio 2014. La locazione finanziaria è decorso dal 25 luglio 2019 e la scadenza è fissata al 25 luglio 2038. Il valore complessivo dell’operazione, Iva compresa, è di quasi 19,9 milioni di euro per la componente di leasing.
Il canone annuo è indicato nei documenti aziendali in circa 1,59 milioni di euro oltre Iva. Nel 2026 è prevista la liquidazione dell’ottava delle venti rate complessive. Il tasso applicato all’operazione si aggira intorno all’8 per cento.
La Corte dei conti non ha chiesto alla Asl di procedere automaticamente al riscatto. L’indicazione è quella di verificare se la chiusura anticipata del contratto sia possibile e quale sia il relativo costo, mettendo a confronto l’operazione con la prosecuzione del leasing fino alla scadenza del 2038.
Per determinare l’importo necessario, la Asl ha contattato più volte i soggetti finanziatori. Le risposte ricevute, secondo quanto emerge dalla deliberazione adottata dalla direzione generale, sarebbero state soltanto parziali. Di conseguenza, l’azienda non è ancora in grado di definire con certezza il valore del riscatto e di fornire alla Corte dei conti il quadro finanziario completo.
La direzione generale ha quindi deciso di affidare a un professionista qualificato l’incarico di ricostruire la posizione contrattuale e finanziaria e di determinare il valore dell’eventuale riscatto anticipato. La verifica dovrà tenere conto anche delle indicazioni contenute nelle linee guida Anac richiamate nel provvedimento.
Il valore di oltre 14 milioni di euro costituisce, al momento, una prima stima interna. L’importo definitivo dovrà essere calcolato considerando il debito residuo, le rate già corrisposte, gli interessi e le altre componenti previste dal contratto. Il riscatto non corrisponde infatti alla semplice somma delle rate ancora da pagare, ma viene determinato attraverso le modalità di attualizzazione previste dall’operazione.
L’eventuale chiusura anticipata richiederebbe comunque una copertura finanziaria specifica. La Asl, secondo la ricostruzione disponibile, non disporrebbe delle risorse necessarie per sostenere da sola un esborso superiore ai 14 milioni di euro. La verifica tecnica dovrà quindi chiarire sia il valore effettivo del riscatto sia le modalità attraverso cui reperire la somma necessaria.
Al termine dell’istruttoria, l’azienda sanitaria dovrà trasmettere alla Corte dei conti i dati sul contratto, il calcolo del debito residuo e la valutazione sull’eventuale convenienza dell’operazione.
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