Ospedale rumoroso, i residenti battono cassa. Chiesto maxi risarcimento alla Asl
· di Andrea

Il reato è prescritto, ma la vicenda giudiziaria sull’ospedale di Sulmona è tutt’altro che chiusa. Parte ufficialmente il secondo round dell’inchiesta sulle emissioni sonore del presidio sanitario di viale Mazzini: sette residenti della zona hanno citato in giudizio la Asl, avanzando una richiesta di risarcimento danni complessiva di circa due milioni di euro.
Il giudice civile del tribunale di Sulmona ha fissato la prima udienza per il prossimo 21 gennaio, quando prenderà il via l’istruttoria. Al centro della causa ci sono i disagi lamentati dagli abitanti per il rumore prodotto dagli impianti aeraulici dell’ospedale, in particolare durante le ore notturne.
La battaglia dei residenti era iniziata nel 2016. Nell’autunno del 2022, dopo l’ennesima segnalazione, i tecnici dell’Arta Abruzzo avevano effettuato i rilievi fonometrici, certificando il superamento dei limiti previsti dalla legge. In particolare, l’Agenzia aveva rilevato che “il rumore prodotto dagli impianti aeraulici dell’ospedale civile di Sulmona aveva provocato il superamento del limite differenziale a finestre aperte in periodo notturno”.
Sulla base di quelle verifiche, l’allora sindaco di Sulmona, Gianfranco Di Piero, aveva firmato un’ordinanza con cui chiedeva alla Asl di adottare “tutti gli accorgimenti necessari, con particolare riguardo alle aree confinanti con le abitazioni”.
Ora i residenti puntano sul procedimento civile. “La sentenza di prescrizione arrivata lo scorso anno nel corso del processo non è una pronuncia nel merito. Per questo stiamo andando avanti con il filone civile”, spiegano gli abitanti della zona.
Il procedimento penale, almeno per l’ex manager della Asl Rinaldo Tordera, si era concluso nel settembre 2024 con una sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione. La Procura della Repubblica di Sulmona aveva aperto un fascicolo anche nei confronti dell’ex direttore generale Roberto Testa, successivamente archiviato dal gip, sempre nel 2024. È ancora in fase di indagine, invece, il procedimento relativo all’ex direttore generale Ferdinando Romano.
Sul fronte dell’azienda sanitaria, l’attuale manager Paolo Costanzi sottolinea che gli interventi per contenere le emissioni rumorose sono stati completati e collaudati circa due mesi fa. “Per cui non vi è attualità del disagio”, precisa Costanzi, aggiungendo anche che i residenti avrebbero acquistato le abitazioni dopo la messa in funzione delle sale operatorie.
Sarà ora il giudice civile a stabilire se i disturbi denunciati abbiano prodotto un danno risarcibile e, in caso affermativo, quale debba essere l’entità dell’eventuale indennizzo.
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