Orso in Riserva, stop alla caccia. Montate oltre cento recinzioni
· di Andrea

Sono 117 le recinzioni installate dalla Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto Gizio per proteggere le strutture considerate potenziali fonti trofiche a rischio di incursioni da parte degli orsi. Il bilancio è stato illustrato dal direttore della Riserva, Antonio Di Croce, dopo l’ultima incursione di un plantigrado nell’ex agriturismo “Il Leprotto”.
«Attualmente abbiamo sul nostro territorio molte strutture mappate e censite come fonti trofiche a potenziale rischio di danno», spiega Di Croce. Si tratta, precisa, di tutte le strutture di cui la Riserva è a conoscenza, «la maggior parte delle quali completamente al di fuori del perimetro della Riservaᄏ.
L’attività di prevenzione è stata realizzata insieme alle associazioni Salviamo l’Orso e Rewilding Apennines. Tra le strutture messe in sicurezza figura anche l’ex agriturismo Il Leprotto, dove si è verificata l’ultima incursione.
Il sistema prevede il coinvolgimento diretto dei proprietari, ai quali le attrezzature vengono concesse in comodato d’uso gratuito. Al momento della consegna, i titolari sottoscrivono un modulo con cui si impegnano a mantenere attive le recinzioni e a garantirne la manutenzione ordinaria.
«Noi, insieme alle associazioni, siamo sempre disponibili a fornire assistenza gratuita», sottolinea Di Croce, evidenziando che il supporto viene garantito anche al di fuori dei territori di stretta competenza amministrativa della Riserva.
Alla prevenzione materiale si affiancano le campagne informative rivolte alla comunità locale. L’invito è a collaborare, mantenendo efficienti le opere di protezione: «Aiutateci ad aiutarvi», è il messaggio rivolto ai proprietari.
Nel caso del Leprotto, durante un sopralluogo il personale della Riserva ha verificato che la struttura di protezione non era stata ripristinata. Una condizione che può favorire l’accesso dell’orso a fonti alimentari facilmente disponibili, soprattutto nel periodo dell’iperfagia, tra agosto e novembre, quando l’animale aumenta l’assunzione di cibo in vista del letargo.
«L’orso approfitta di fonti alimentari disponibili e di facile accesso, così come fa qualsiasi altro animale selvatico», osserva Di Croce.
Intanto, sul fronte della sicurezza, la Riserva ha chiesto all’Atc di Sulmona la sospensione dell’attività venatoria in una porzione del territorio comunale di Pettorano sul Gizio, dove è stata segnalata la presenza dell’orsa. Una misura precauzionale adottata in un contesto particolarmente delicato, nel quale occorre conciliare tutela della fauna, attività agricole, sicurezza e caccia.
Il tema dell’attività venatoria è tornato al centro dell’attenzione anche nella zona della Badia, a Sulmona. Nei giorni dell’apertura della stagione, alcuni residenti hanno segnalato colpi di fucile esplosi in prossimità delle abitazioni, chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine.
La sospensione richiesta dalla Riserva a Pettorano e le proteste provenienti dalla Badia riaccendono così il dibattito sulla convivenza tra attività umane e fauna selvatica, in un territorio dove la presenza dell’orso è ormai una realtà consolidata.
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