Operai travolti dal treno, nessuna comunicazione. La Procura indaga sul "cantiere fantasma"
· di Andrea

Nessuna comunicazione sullo svolgimento dei lavori risulterebbe essere arrivata alle autorità preposte. È quanto sarebbe emerso dai primi accertamenti ordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, Stefano Iafolla, e affidati ai carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro sull’incidente avvenuto ieri mattina in località Palaghiaccio, a Roccaraso.
Il treno storico della Ferrovia dei Parchi ha urtato una piattaforma di lavoro sulla quale si trovavano tre operai impegnati nel rifacimento di un ponte lungo la strada statale 17. Nell’impatto, fortunatamente, nessuno dei circa quattrocento passeggeri presenti a bordo del convoglio è rimasto ferito. I tre lavoratori, invece, sono stati coinvolti nell’incidente e soccorsi dal personale sanitario.
La Procura di Sulmona indaga per il reato di **delitto colposo di pericolo**, ipotesi prevista nei casi in cui, per negligenza, imprudenza o imperizia, venga provocata o mantenuta una situazione di pericolo potenzialmente idonea a determinare un disastro ferroviario. Il fascicolo è stato aperto contro ignoti.
Oltre al convoglio e alla piattaforma, sono stati posti sotto sequestro anche il cantiere e il tratto ferroviario interessato dall’incidente. La lente della magistratura, almeno in questa prima fase, si starebbe concentrando sulla figura dell’appaltatore e sulle responsabilità legate alla gestione delle attività lavorative e alla comunicazione agli enti competenti.
Secondo una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri, la piattaforma utilizzata dagli operai, nell’ambito di un appalto eseguito per conto di Anas, si sarebbe trovata lungo il tracciato ferroviario al momento del passaggio del treno. L’impatto avrebbe fatto precipitare due lavoratori, mentre il terzo sarebbe riuscito a rimanere sulla struttura.
I tre feriti, tutti cittadini senegalesi di età compresa tra i 50 e i 56 anni, sono stati assistiti dagli operatori del 118 di Pescocostanzo e trasferiti in diversi ospedali. Due sono stati accompagnati nei presidi di Sulmona e Castel di Sangro. Il più grave, un uomo di 56 anni, è stato trasferito all’ospedale di Pescara con un politrauma e resta ricoverato in prognosi riservata.
In un primo momento era stato programmato il trasferimento all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, ma le condizioni meteorologiche avverse hanno costretto il pilota dell’elisoccorso a modificare la destinazione. Le operazioni di soccorso si sono svolte in uno scenario complesso, anche a causa della conformazione dell’area e della presenza del cantiere stradale.
Nessuna conseguenza fisica per i due macchinisti e per i passeggeri del treno storico, rimasti tuttavia profondamente scossi. Il convoglio è stato fermato e i viaggiatori sono stati recuperati da un altro treno partito da Sulmona. Il personale della Ferrovia dei Parchi ha provveduto a metterli in sicurezza e ad assisterli nelle fasi successive all’incidente.
Uno degli aspetti centrali dell’inchiesta riguarda la posizione della piattaforma al momento del transito del convoglio e l’eventuale assenza di adeguate segnalazioni o protezioni. Gli investigatori dovranno verificare se la struttura si trovasse in un punto non consentito e se fossero state predisposte tutte le misure necessarie per impedire l’interferenza tra il cantiere e la circolazione ferroviaria.
I sequestri consentiranno di effettuare perizie sul treno e sulla piattaforma, verificando eventuali anomalie, guasti o irregolarità. Saranno inoltre esaminati i documenti relativi ai lavori, le autorizzazioni, le comunicazioni agli enti competenti e le procedure adottate per garantire il transito del convoglio in condizioni di sicurezza.
Sul posto è intervenuto anche il dipartimento competente della Asl 1, incaricato di verificare le condizioni del cantiere, le distanze operative, la formazione degli addetti e il rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro.
Dai primi riscontri, i macchinisti, una volta accortisi della presenza degli operai e della piattaforma, avrebbero azionato il sistema frenante. Il convoglio, tuttavia, non sarebbe riuscito a fermarsi in tempo, urtando la struttura. Anche questo elemento sarà valutato attraverso l’analisi della velocità del treno, dei tempi di reazione e dell’efficienza dell’impianto frenante.
L’incidente ha avuto ripercussioni anche sulla viabilità. La strada statale 17 è rimasta chiusa per diverse ore, con deviazioni per il traffico veicolare. A supporto dei carabinieri è intervenuta la polizia stradale di Castel di Sangro, impegnata nella gestione della circolazione e nella messa in sicurezza dell’area.
Sulla vicenda sono state avviate verifiche interne anche da parte di Rete Ferroviaria Italiana. Gli accertamenti dovranno ricostruire la gestione del cantiere, i rapporti tra i soggetti coinvolti e le modalità con cui è stato autorizzato il transito del treno storico.
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