Niente stanza singola in ospedale, aggredisce due operatrici. "Paziente" verso il processo
· di Andrea

SULMONA, 25 Agosto - Aveva dato in escandescenza perché non voleva condividere la stanza di degenza con un altro paziente, arrivando a minacciare e tentare di aggredire fisicamente due operatrici sanitarie. Per questo un uomo di circa 30 anni rischia ora di finire sotto processo per lesioni personali colpose.
La Procura della Repubblica di Sulmona ha notificato all’indagato l’avviso di garanzia al termine delle indagini preliminari, confermando le accuse a suo carico. I fatti risalgono allo scorso febbraio, quando il paziente, cardiopatico e con problemi psichiatrici, era ricoverato nell’ospedale sulmonese per alcune problematiche di natura cardiaca.
Secondo la ricostruzione, l’uomo avrebbe reagito con violenza alla notizia che nella sua stanza sarebbe stato sistemato un altro paziente. «Non voglio nessuno qui», avrebbe urlato, creando agitazione all’interno della struttura. Poco prima, nel corridoio del primo piano, si sarebbe anche strappato parte dei vestiti.
La situazione sarebbe poi degenerata quando il trentenne avrebbe rivolto gravi minacce a due operatrici sanitarie, tentando di strattonarle e lanciando contro di loro il telecomando del letto di degenza. Di fronte alla difficoltà di riportare la calma, il personale sanitario ha richiesto l’intervento di polizia e carabinieri.
Una volta ristabilita la situazione, l’uomo è stato affidato al fratello e dimesso a domicilio. Le due operatrici, invece, si sono recate al pronto soccorso per sottoporsi a una visita e farsi refertare lo stato d’ansia provocato dall’accaduto.
L’episodio riaccende i riflettori sul problema delle aggressioni ai danni del personale sanitario, particolarmente delicato in una struttura già alle prese con significative carenze di organico. Dal 15 luglio scorso, il direttore generale della Asl 1, Paolo Costanzi, ha disposto l’attivazione di un presidio di guardia armata per 13 ore al giorno presso il pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona.
Costanzi ha inoltre ricordato che la normativa in materia è stata inasprita dal decreto legge 137/2024, convertito in legge alla fine dello scorso anno. Le nuove disposizioni prevedono l’arresto obbligatorio in flagranza, anche differita entro 48 ore, per alcuni casi di lesioni e danneggiamenti, oltre a pene fino a cinque anni di reclusione e multe fino a 10mila euro, confermando la procedibilità d’ufficio.
«Come sempre, la normativa esiste», ha osservato il direttore generale, sottolineando però la necessità di garantire maggiore sicurezza concreta agli operatori.
Il fenomeno riguarda tutti i presidi dell’azienda sanitaria. Solo nell’ospedale di Sulmona, negli ultimi sei mesi, si sono registrate cinque aggressioni ai danni di sanitari.
Commenti
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!













