Morto Rivelo Campagna il partigiano centenario
· di Andrea

Aveva compiuto 100 anni a luglio, nella sua Corfinio, paese al quale era rimasto profondamente legato. L’8 agosto, il Comune di Corfinio e la Fondazione Brigata Maiella avevano voluto rendergli omaggio con una festa in suo onore, alla quale aveva partecipato una larga rappresentanza della comunità.
Rivelo era tornato in Abruzzo dal Massachusetts, negli Stati Uniti, dove era emigrato nel lontano 1949 e dove aveva costruito la propria vita insieme alla moglie e ai tre figli. Era uno degli ultimi partigiani abruzzesi ancora in vita, testimone diretto di una stagione nella quale tanti giovani scelsero di mettere in gioco la propria vita per la libertà.
Aveva appena diciotto anni quando entrò nelle file della Banda partigiana “Santa Croce” di Corfinio, sul Morrone. In seguito avrebbe raggiunto la Brigata Maiella del comandante Ettore Troilo, la “banda delle bande” che, posta dapprima sotto il comando militare del V Corpo britannico e successivamente del II Corpo polacco, contribuì alla liberazione dell’Abruzzo e proseguì la propria avanzata combattendo nelle Marche, in Romagna, in Emilia e infine nel Veneto.
Sul monte Morrone, la Banda “Santa Croce” combatté contro i tedeschi e i fascisti repubblichini dalla fine del 1943 al giugno del 1945, attività che sarebbe stata ufficialmente riconosciuta dalla Commissione Regionale Abruzzese nella seduta del 22 febbraio 1947. Ne fecero parte circa quaranta partigiani, tra i quali anche l’inglese Reginald Robson. La formazione era guidata da Aldo Di Nino, destinato a diventare uno degli ufficiali della Brigata Maiella. Rivelo Campagna, allora appena diciassettenne, ne fu un membro attivo.
Gli uomini della “Santa Croce” mantennero inoltre stretti rapporti con la Banda “Conca di Sulmona”, guidata da Claudio Di Girolamo, che sarebbe divenuto anch’egli uno degli ufficiali più noti della Brigata Maiella.
La “Santa Croce” compì numerose azioni contro le forze nazi-fasciste: interruppe comunicazioni, danneggiò mezzi tedeschi, recuperò armi e prestò assistenza agli ex prigionieri alleati. Riuscì inoltre a mettere in salvo alcuni ponti ferroviari destinati a essere fatti saltare dai tedeschi, tra i quali quello, di particolare importanza strategica, sull’Aterno, nei pressi del casello ferroviario ai chilometri 55-56.
Il 13 giugno 1944 Sulmona fu liberata con l’ingresso dei patrioti della Brigata Maiella, che, dopo aver valicato il Guado di Coccia, erano giunti per primi a Campo di Giove, Cansano, Pacentro e Sulmona, per proseguire poi verso Pratola Peligna, Raiano, Corfinio, Popoli e, successivamente, in direzione dell’Aquila.
Molti partigiani e giovani della Valle Peligna entrarono allora nelle file della Brigata Maiella, offrendo il proprio contributo alla successiva attività militare della formazione.
Tra loro vi fu Rivelo Campagna, che raggiunse i Maiellini a Recanati insieme a numerosi giovani provenienti, come lui, dalla Conca Peligna. Da quel momento Rivelo combatté nelle numerose battaglie che portarono la Brigata attraverso le Marche, la Romagna e l’Emilia, condividendo con i suoi compagni il lungo e difficile cammino della Resistenza e della liberazione.
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