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Morto in moto per una buca, la strada doveva essere chiusa. Chiesto il processo per funzionaria Provincia

· di Andrea
Morto in moto per una buca, la strada doveva essere chiusa. Chiesto il processo per funzionaria Provincia
### Morto in moto, troppe buche sulla strada. Chiesto il processo per funzionaria della Provincia ### La strada regionale 83, nel tratto compreso tra Alfedena e Pescasseroli, nel Comune di Barrea, sarebbe dovuta rimanere chiusa perché completamente intransitabile. È quanto sostiene la Procura della Repubblica di Sulmona, che ha chiesto il rinvio a giudizio di una funzionaria della Provincia dell’Aquila, accusata di omicidio stradale per la morte di Angelo Pascale. Pascale, titolare di una ferramenta a Campobasso, perse la vita nel 2018 mentre percorreva in sella alla sua Bmw 1000 la cosiddetta “strada del cratere e delle buche”. Secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stata proprio una buca a fargli perdere il controllo della moto. Il motociclista, esperto e appassionato, cadde rovinosamente e terminò la corsa contro un guardrail. I soccorsi, giunti sul posto con notevoli difficoltà, non poterono fare altro che constatare la gravità delle condizioni dell’uomo, arrivato già privo di vita all’ospedale di Castel di Sangro.
Per il sostituto procuratore Stefano Iafolla, non si sarebbe trattato di un semplice incidente. La cattiva manutenzione della strada, nonostante i limiti di velocità imposti — variabili tra i 30 e i 50 chilometri orari — avrebbe avuto un ruolo determinante nella tragedia. La Provincia aveva infatti cercato di rendere più sicuro il tratto introducendo il limite di 30 chilometri orari, misura ritenuta però insufficiente rispetto alle condizioni del manto stradale. L’incidente avvenne nei pressi del valico di Forca. Pascale era uscito in moto insieme ad alcuni amici per un’escursione quando perse la vita lungo quella strada che, secondo l’accusa, avrebbe dovuto essere chiusa al traffico.

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