Morto in casa per malore. "La manutenzione del defibrillatore spettava alla parrocchia"
· di Andrea

DEFIBRILLATORE AL SANTUARIO, IL COMUNE SI CHIAMA FUORI: «NON ERA AFFIDATO ALLA NOSTRA GESTIONE»
Pratola Peligna, l’amministrazione replica all’opposizione sul dispositivo che non avrebbe funzionato durante i soccorsi a un cittadino poi deceduto. La documentazione comunale attribuisce alla parrocchia gli obblighi di manutenzione
PRATOLA PELIGNA – Era installato su un’area pubblica, ma non era un defibrillatore affidato alla gestione del Comune. È questa la posizione dell’amministrazione comunale di Pratola Peligna sulla vicenda dell’apparecchio collocato all’esterno del Santuario della Madonna della Libera, che non avrebbe funzionato durante i soccorsi a un cittadino colpito da un malore e successivamente deceduto.
La precisazione arriva dopo l’iniziativa annunciata dai consiglieri di opposizione Lucia Margiotta, Mattia Tedeschi e Antonio Di Bacco, intenzionati a portare la vicenda all’attenzione del Consiglio comunale.
A ricostruire la posizione dell’ente è una relazione del responsabile del Servizio patrimonio, l’architetto Antonio Giovannucci, trasmessa insieme alla risposta firmata dal sindaco Antonella Di Nino. Negli atti viene richiamata una nota acquisita al protocollo comunale il 24 novembre 2023, nella quale il parroco avrebbe assunto espressamente l’impegno economico della parrocchia per la corretta installazione del defibrillatore e per la sua manutenzione periodica, da effettuare attraverso personale tecnico specializzato.
Secondo la ricostruzione degli uffici, l’installazione era stata promossa dal Comitato Festa Madonna della Libera e dalla parrocchia. Al Comune era stata richiesta soltanto l’autorizzazione a collocare su suolo pubblico la struttura destinata a ospitare il dispositivo, donato da un istituto di credito locale.
La concessione del suolo pubblico, dunque, non avrebbe trasferito al Comune la responsabilità della gestione dell’apparecchio. È questo il punto centrale della relazione: il defibrillatore del santuario non sarebbe mai stato inserito tra quelli presi in carico dall’amministrazione, poiché gli obblighi economici e organizzativi relativi alla manutenzione erano stati attribuiti alla parrocchia.
Una situazione che, secondo il Comune, è differente rispetto ai dispositivi di proprietà dell’ente. Per questi ultimi l’amministrazione rivendica di aver effettuato nel corso degli anni diversi interventi di controllo e manutenzione.
Nel 2021 sarebbe stata disposta la verifica funzionale annuale, insieme alla sostituzione della batteria e al prolungamento della garanzia del defibrillatore di via Bagnaturo. L’anno successivo sarebbe stata eseguita la verifica periodica dell’apparecchio di via Vittorio Veneto.
Gli interventi sarebbero proseguiti nel 2024 con l’acquisto di piastre, elettrodi e batterie per i dispositivi Tecnoheart e Lifepak CR2 e nel 2025 con un nuovo affidamento per la manutenzione e la verifica elettrica. L’ultimo provvedimento richiamato dall’amministrazione è la determina numero 286 del 2 settembre 2026, relativa all’affidamento del servizio di manutenzione dei defibrillatori comunali e alla verifica della scarica elettrica secondo la norma CEI 62353.
Lo scontro con l’opposizione
La risposta del sindaco non si limita però agli aspetti tecnici. Di Nino contesta anche le modalità con cui l’opposizione ha scelto di sollevare la questione, sostenendo che l’annuncio dell’interrogazione sia stato affidato alla stampa prima ancora del deposito ufficiale al protocollo.
Per il primo cittadino, vista la delicatezza della vicenda e il dolore della famiglia della persona deceduta, sarebbe stato più opportuno utilizzare innanzitutto i canali istituzionali, rivolgendosi direttamente al sindaco e agli uffici comunali.
Di Nino parla di un tentativo di alimentare «un clima di dubbio e sospetto» nei confronti dell’amministrazione e accusa l’opposizione di aver anteposto la polemica politica al rispetto per la memoria del concittadino scomparso e per i suoi familiari.
Gli uffici comunali, dal canto loro, precisano che la relazione non è finalizzata ad attribuire responsabilità per quanto accaduto. L’eventuale individuazione di responsabilità, viene sottolineato, spetterà alle autorità competenti. Il documento si limita a ricostruire gli atti amministrativi e la documentazione conservata dal Comune.
La vicenda, tuttavia, non sembra destinata a chiudersi con la risposta dell’amministrazione. Resta da capire se i consiglieri di opposizione confermeranno l’intenzione di portare il caso in Consiglio comunale, dove potrebbero essere affrontati anche gli aspetti ancora da chiarire sul funzionamento del dispositivo e sulla sua effettiva manutenzione.
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