Morrone, punto e a capo. L'incendio torna a fare paura
· di Andrea

Svalica l'incendio e l'allerta rimane alta. Al ventesimo giorno di emergenza sul Morrone, la sacra montagna di Celestino V, lo scenario è ancora surreale. Le colonne di fumo si sono alzate nel tardo pomeriggio a causa del vento che soffia a 100 km/h. " Il vento di oggi non ci voleva ma abbiamo sentieri accessibili e strade spianate per intervenire. L'emergenza non è chiusa. Non vogliamo fare polemica ma oggi i Canadair non si sono visti. Solo uno. Ci è stato detto che c'erano situazioni più gravi. Ora ricominciamo da capo. Non metto a rischio l'incolumità di uno solo dei miei volontari"- sottolinea il direttore dell'agenzia regionale di protezione civile Maurizio Scelli. L'obiettivo per Scelli è quello di superare il weekend di fuoco e calore con le strutture presenti. Le fiamme e le colonne di fumo non devono far paura alla luce della linea tagliafuoco di cinque chilometri che permettere agli operatori di raggiungere rapidamente il fronte. Tuttavia in serata l'incendio ha svalicato verso Salle, nel pescarese, interessando anche aree finora rimaste intatte. Il lavoro insomma per le squadre da terra si annuncia di nuovo arduo. Dall'alto un aiuto è arrivato da un solo canadair e un elicottero che hanno effettuato 89 sganci mentre salgono a 361 gli ettari bruciati. Finora sono stati spesi oltre quattro milioni di euro. A gettare acqua sul fuoco è il sindaco di sindaco di Roccacasale Enrico Pace. "Le abitazioni per il momento non sono a rischio. Il nostro piano di emergenza è ancora valido con 50 residenti pre allertati ma siamo convinti che domani si ripartirà più forti di prima"- aggiunge Pace.
Doveva essere il fine settimana dei saluti finali e invece sul Morrone si ricomincia. Da capo
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