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Morrone, primo Dos convocato in Procura. L'inchiesta accelera col super teste

· di Andrea
Morrone, primo Dos convocato in Procura. L'inchiesta accelera col super teste
Sale in Procura il super teste dei vigili del fuoco chiamato a deporre per l'incendio del Morrone. Si tratta di uno dei 42 Dos (Direttore Operazioni Spegnimento) che è stato ascoltato dal capo della Procura della Repubblica di Sulmona Luciano D'Angelo e dai carabinieri forestali che lunedì hanno effettuato un blitz nel comando regionale per acquisire le schede di intervento. Una deposizione puntuale e circostanziata che sarebbe servita per esaminare tutte le fasi dell'incendio, soprattutto quelle più delicate, compreso il momento in cui proprio i vigili del fuoco avevano proposto l'evacuazione del centro abitato di Roccacasale. Operazione evitata e scongiurata grazie alla protezione civile regionale che si era adoperata per mettere in sicurezza le abitazioni. Il teste è stato il primo direttore delle operazioni di spegnimento a occuparsi della gestione dell'emergenza. Il caso ha voluto che proprio ieri, giorno della festa di San Michele Arcangelo, nel piccolo centro peligno è stata celebrata una Santa Messa di ringraziamento in onore del santo per aver protetto il paese durate l'incendio. Ma il centro abitato è rimasto illeso grazie anche e soprattutto all'operato dei volontari. La testimonianza arriva dunque nel momento in cui l'inchiesta della Procura di Sulmona sta entrando nella fase di ricostruzione puntuale della macchina dei soccorsi. Gli investigatori stanno passando al setaccio documenti, schede operative e disposizioni impartite durante le settimane dell'emergenza, nel tentativo di ricostruire la sequenza degli interventi e verificare se vi siano state criticità nella gestione del rogo. Proprio lunedì i carabinieri forestali di Pescasseroli si sono presentati negli uffici del comando regionale dei vigili del fuoco per acquisire la documentazione relativa alla gestione dell'incendio e alle operazioni di spegnimento. L'attività, coordinata dal procuratore capo Luciano D'Angelo, rappresenta uno degli ultimi passaggi di un'indagine che mira a ricostruire le diverse fasi dell'emergenza. Il Morrone ha rappresentato per settimane una delle emergenze più complesse dell'estate abruzzese. Le prime fiamme sono state segnalate il 9 agosto e l'intervento dei soccorritori è proseguito per oltre un mese, con più ripartenze del fronte. A fine agosto la Procura aveva già acceso i riflettori non soltanto sull'origine del rogo, ma anche sulla gestione complessiva dell'emergenza. Il procuratore D'Angelo era salito personalmente in quota il 30 agosto, accompagnato dai carabinieri, dai forestali e dagli operatori impegnati sul Morrone. Da quel momento la Procura ha dato un'accelerata all'inchiesta. A settembre è stata acquisita la documentazione del Parco Nazionale della Maiella relativa ai piani di sicurezza, all'emergenza e al monitoraggio del patrimonio boschivo e dei sentieri. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire la catena delle responsabilità sia nella prima fase dell'incendio sia nella successiva sequenza di ripartenze.
L'indagine, allo stato delle informazioni pubblicate, resta contro ignoti. E ora, con l'audizione del DOS, la lente degli investigatori torna direttamente sulla sala operativa e sulle decisioni assunte durante le ore più difficili. La deposizione potrebbe contribuire a mettere in ordine una quantità considerevole di informazioni: segnalazioni, richieste di intervento, movimenti delle squadre, impiego dei mezzi aerei, condizioni del fronte e misure adottate per la sicurezza della popolazione.

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