Morrone, poca pioggia contro i roghi. "Spuntano" le intercettazioni di tre anni fa
· di Andrea

Per il presidente Marsilio dietro l'ultimo incendio sul Morrone c'è la mano dell'uomo. La procura della Repubblica ha ancora dubbi sull'origine delle ultime fiamme. Il fascicolo è stato aperto contro ignoti ma l'evidenza del dolo non è stata riscontrata dai primi accertamenti e sopralluoghi effettuati dai carabinieri forestali. Una situazione completa diversa a quella che si era presentata nel luglio 2023 con il "Morrone bis". Solo in queste ore emergono le intercettazioni che la procura aveva disposto. Quattro le persone finite sul registro degli indagati per incendio doloso. Fascicolo ancora pendente. Si tratta di un uomo residente nella zona pedemontana del Morrone e di tre imprenditori di Taranta Peligna. La lente della magistratura si era focalizzata su queste quattro posizioni per una possibile guerra per l'ottenimento degli indennizzi e il mercato del tartufo. Indagini e intercettazioni che non hanno portato a provvedimenti cautelari. Secondo il Parco Nazionale della Maiella tre anni fa erano stati 500 gli ettari di bosco distrutti dalle fiamme. Il rogo, che si era esteso su un'area di ottomila metri quadrati, aveva raggiunto il rifugio del Colle delle Vacche che era stato toccato dalle fiamme, ma era rimasto intatto. Oggi un quadro diverso con un film in replica ma una natura incendiaria ancora da accertare. Intanto la pioggia è arrivata in tarda serata. Per ora ha dato solo una lieve mano per bloccare le fiamme. Ancora vive.
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